Cervelli italiani all’estero, rassegna settimanale

ROMA – focus/ aise – Anche questa settimana proponiamo notizie e testimonianze di italiani che hanno lasciato il Paese alla ricerca di maggiori possibilità di carriera e che ce l’hanno fatta, riportate su alcuni dei media nazionali.
Sulla rubrica de Il Fatto Quotidiano “Cervelli in fuga”, sempre molto aggiornata sul tema, sono usciti due articoli, uno di Marco Vesperini e uno di Elisa Murgese.

Nel primo leggiamo la storia “al contrario” di Dominik Schlegel, 26enne svizzero che sviluppa sistemi di localizzazione e mappatura per veicoli all’università Sapienza e che dal suo paese è venuto in Italia, dove ha trovato un settore, quello della ricerca, competitivo ma senza fondi e sommerso dalla burocrazia. «In Italia – è la sua testimonianza raccolta dal giornalista – non manca la cultura del lavoro o l’immaginazione per crearlo, mancano le aziende e il contesto in cui praticarlo: e questo è un peccato […] Vedo molti colleghi italiani che finito il periodo di ricerca vanno in Francia, Germania, Stati Uniti. E questo è deleterio per un Paese che ha investito risorse per la formazione di queste persone». E sentirlo dire da un ricercatore straniero, fa ancora più male.

Nel secondo articolo torniamo invece a occuparci di connazionali, in particolare di Vitanna Costantino, 30 anni, di Reggio Emilia, che sei anni fa ha lasciato tutto per andare in Australia, a Sydney, dove oggi è amministratrice delegata di Vitti Consulting, agenzia di consulenza e marketing da lei fondata per le aziende italiane interessate ad espandersi e investire nel mercato australiano, un vero ponte di fiducia tra i due Paesi. «In Italia – racconta alla giornalista via Skype – alla mia età non sarei mai riuscita a ottenere gli stessi risultati o per lo meno non così rapidamente». Vitanna racconta la sua esperienza: «Avevo iniziato un tirocinio in un’azienda di Reggio Emilia in vista della laurea dove seguivo attività di marketing e comunicazione. Mi piaceva molto e mi trovavo bene ma scelsi di partire, anche se mi avrebbero tenuta volentieri». «Qui in Australia – continua – ci sono davvero tante opportunità, in modo particolare per il Made in Italy, altamente apprezzato e imitato con scarso successo. Vitti Consulting nasce, quindi, con l’obiettivo di offrire nuovi orizzonti alle imprese italiane che vogliono confrontarsi con il mercato australiano».

Dal “Corriere della Sera” arriva invece un bell’articolo di Federico Fubini, dove si racconta della diaspora dei ricercatori italiani. Il giornalista ha lanciato un sondaggio, avvalendosi anche delle diverse associazioni di ricercatori italiani all’estero nate in moltissimi paesi, di cui in questo articolo riporta i risultati. «Questa diaspora contemporanea – scrive – resta in parte sconosciuta nelle proprie motivazioni. Forse il ceto più inascoltato fra i nati in Italia. Per questo il Corriere ha deciso di dare parola a questi connazionali, a molti dei più qualificati fra loro. Con l’aiuto delle associazioni di ricercatori italiani in Gran Bretagna (Aisuk), in Nord America (Issnaf), Francia (Récif), Cina (Aaiic), Sudafrica (Nirc e Nirnep), Norvegia e Islanda (Comites Oslo) e di un’ulteriore rete transnazionale (Airicerca) che raccoglie adesioni anche in Germania e Svizzera, abbiamo lanciato un sondaggio fra i lavoratori italiani della conoscenza nel mondo. Ne abbiamo raggiunte molte migliaia, hanno risposto in poco più 750».

Ne esce un quadro variegato: due terzi dei ricercatori emigrati sono Under 40, laureati in Italia ma poi andati in cerca di fortuna all’estero; il quadro geografico è altrettanto multiforme, così come quello delle opportunità che ad essi si offrono una volta lasciato il Paese. Quello che poi che accomuna quasi tutti quelli che hanno risposto al sondaggio del giornalista è la poca o nessuna voglia di tornare in Italia, di cui, purtroppo, hanno un giudizio spesso molto negativo. Tre su quattro fra questi migranti della conoscenza concludono infatti: l’Italia sta andando “nella direzione sbagliata”. 

(focus\ aise)

Foto davidaola cc by nc nd

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