Ministro: la tangenziale di Bratislava potrebbe arrivare con diversi mesi di ritardo

Non solo il raddoppio della centrale nucleare di Mochovce, ma anche la costruzione della tangenziale di Bratislava sarebbe in ritardo, secondo le parole pronunciate oggi dal ministro dei Trasporti Arpád Érsek (Most-Hid) che si è recato sul cantiere per un controllo. L’infrastruttura, cruciale per l’area della capitale slovacca, che sarà parte dell’autostrada D4 e della superstrada R7, potrebbe essere posticipata, ha dichiarato il ministro nel corso dell’ispezione, accompagnato dal ministro per l’Ambiente László Sólymos (anch’egli Most-Hid), e si parla «di diversi mesi di ritardo», in particolare sull’autostrada D4, la cui parte di progetto include un ponte sul fiume Danubio, ma anche il problema del collegamento della D4 all’autostrada D1 (quella che connette Bratislava a Kosice) deve ancora essere risolto, ha ammesso il capo del dicastero dei Trasporti. Entro la fine di ottobre «dovremo decidere chi completerà l’intera connessione, e quindi le scadenze saranno più chiare», ha detto Érsek .

La sezione della R7 sarà invece la parte “più facile” del progetto della cosiddetta Tangenziale Zero, della cui realizzazione si occupa, nella forma di progetto di partenariato pubblico-privato (PPP), un consorzio di imprese provate guidato dalla società spagnola Cintra. Érsek ammette che si è commesso un errore indicando nel contratto con il concessionario del progetto una sola scadenza finale, l’autunno 2020, senza fissare delle scadenze di percorso precise, e per questo oggi non è così facile stabilire l’entità del ritardo nei lavori di costruzione. Il ritmo dei lavori è comunque stato accelerato negli ultimi tempi, ha affermato. Secondo il rappresentante del consorzio Michal Lesnovsky, che ha confermato che lo scorso mese hanno lavorato al progetto oltre mille persone, la scadenza finale dovrebbe essere mantenuta, ma sono ancora possibili potenziali ritardi. Il ministro ha detto che anche le obiezioni presentate dal pubblico hanno prolungato i tempi della costruzione.

L’ispezione aveva anche lo scopo di verificare dei sospetti di irregolarità nei lavori. Il ministero dei Trasporti ha ripetutamente invitato le autorità di supervisione alla costruzione a seguire da vicino le procedure di costruzione e l’osservanza di tutte le procedure ambientali. «Sono convinto che raggiungeremo il massimo controllo effettivo di tali progetti su larga scala solo se i settori dei trasporti e dell’ambiente coopereranno intensamente. Ed è quello che stiamo facendo», ha dichiarato Érsek. Il collega László Sólymos, da parte sua, ha confermato di avere dato qualche tempo fa l’incarico all’Ispettorato ambientale «di rivedere le sezioni controverse. Da allora, gli ispettori hanno effettuato diverse ispezioni sul campo e hanno controllato la documentazione richiesta, anche per quanto attiene ai fornitori dei materiali usati». In un caso sarebbero state trovate irregolarità ma le ispezioni proseguono e se ne sta occupando anche la direzione regionale della polizia di Bratislava.

Il progetto è finanziato dal consorzio Obchvat Nula che otterrà l’opera in concessione per 30 anni. Lo Stato slovacco la pagherà per questo periodo a rate annuali di 52,8 milioni di euro, che inclusa l’inflazione darà un costo finale di 1,76 miliardi di euro.

(La Redazione)

Foto Kanuscak cc by

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