Pellegrini: nuovo ritardo per Mochovce, ma il conto finale rimane invariato

Come ormai si sospettava, i tempi per completare il terzo e quarto blocco della centreale nucleare di Mochovce si spostano ancora in avanti. Anziché entro la fine di quest’anno, il terzo reattore sarà pronto solo nel secondo trimestre del 2019, con un ritardo di circa sei mesi sull’ultimo termine annunciato lo scorso anno. A darne conferma dal sito della centrale elettrica, dove dalla fine degli anni ’90 sono in funzione due blocchi che producono quasi 7 gigawattora di elettricità, è stato il primo ministro Peter Pellegrini, che ieri insieme al ministro dell’Economia Peter Žiga ha fatto una visita sul luogo per sincerarsi di persona dello stato di avanzamento dei lavori.

Intanto, a partire dal 15 luglio e fino al mese di agosto, ha detto il premier secondo Sita, «saranno eseguiti sul terzo blocco i test idroelettrici a freddo, nel corso dei quali verranno provati i sistemi più critici». Una verifica cruciale, che deciderà se si può procedere con il lancio del terzo blocco, cui seguiranno dei test idrostatici a caldo, una revisione importante del blocco e il carico del combustibile nucleare nel primo trimestre 2019. «Sono fermamente convinto che il blocco sarà definitivamente messo in funzione nel secondo trimestre del 2019, e quindi potremo iniziare a finire il quarto blocco», ha affermato Pellegrini. Nel corso dell’ispezione di ieri il premier Pellegrini ha detto che insieme al ministro dell’Economia (che materialmente gestisce la partecipazione azionaria nella società elettrica dopo la vendita del 66% nel 2008) tornerà a Mochovce nell’autunno di quest’anno per verificare il rispetto dei tempi. In caso di nuovi ritardi, egli si è detto pronto a prendere provvedimenti contro chi li sta causando.

Il presidente del consiglio di amministrazione e ceo di Slovenské elektrárne (SE), Branislav Strýček, ha dichiarato che il quarto blocco sarà completato entro un anno dal terzo, sempre che non capitino nuovi imprevisti. «La discussione con i rappresentanti del governo è stato aperta e piuttosto rigida. Siamo pienamente consapevoli delle scadenze e faremo di tutto per evitare ulteriori spostamenti», ha detto Strýček.

Non cambierebbe comunque per il governo, azionista di minoranza di SE e quinti della centrale con il 34%, la spesa finale per il progetto. Come ha informato il primo ministro, la società italiana Enel fornirà con risorse proprie un prestito azionario a Slovenské elektrárne per un valore di 700 milioni di euro, necessari per completare la costruzione. Pellegrini ha specificato che non si tratta di un aumento dei costi del progetto, ma di un prestito che dovrà essere rimborsato. Il budget rimane fissato a 5,4 miliardi di euro: per 4,9 miliardi sono già stati firmati i contratti e sono stati erogati oltre 4,5 miliardi, ha affermato Pellegrini. L’ultimo aumento, da 4,6 a 5,4 miliardi, risale al marzo 2017, quando il governo di Robert Fico accettò di pagare la maggiorazione di sua competenza (272 milioni) a condizione che l’azionista di maggioranza fornisca i finanziamenti necessari per completare il terzo e il quarto blocco con risorse proprie. Proprio questa mattina, nella riunione settimanale del consiglio dei ministri, il governo ha accettato che Enel fornisca 700 milioni di euro di prestito a Slovenské elektrárne.

Il progetto di raddoppio della centrale di Mochovce, lanciato nel 2008, doveva in origine essere completato nel 2012, con un budget stimato di 2,8 miliardi di euro. Di volta in volte le date sono state spostate e i costi cresciuti fino quasi a raddoppiare. Una volta messi in funzione, i due blocchi EMO 3 e 4, entrambi da 471 MW di potenza nominale, dovrebbero riuscire a coprire il 13% del fabbisogno di elettricità in Slovacchia.

(La Redazione)

Foto MH SR, Foto vuje.sk

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