UE, nuove norme contro riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo

BRUXELLES\ aise\ – Il 9 luglio, con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, entra in vigore la Quinta Direttiva Antiriciclaggio. Le nuove norme, proposte dalla Commissione europea a luglio 2016, aumentano la trasparenza sui titolari effettivi delle imprese e affrontano i rischi di finanziamento del terrorismo.

«Questo è un altro passo importante per rafforzare il quadro dell’UE per combattere la criminalità finanziaria e il finanziamento del terrorismo», ha commentato la Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, Vera Jourovà. «La Quinta direttiva antiriciclaggio renderà più efficiente la lotta al riciclaggio di denaro. È necessario colmare tutte le lacune, perché le lacune presenti in uno Stato membro hanno un impatto su tutti gli altri. Esorto gli Stati membri a tener fede ai loro impegni e ad aggiornare le rispettive norme nazionali quanto prima».

Le nuove norme introducono obblighi di trasparenza più rigorosi, anche per il pieno accesso ai registri dei titolari effettivi delle imprese; una maggiore trasparenza dei registri della titolarità effettiva dei trust; e l’interconnessione tra i due registri.

Tra i principali miglioramenti figurano: la limitazione dell’uso dei pagamenti anonimi con carte prepagate, comprese le piattaforme di scambio di valute virtuali nell’ambito di applicazione delle norme in materia di antiriciclaggio; l’ampliamento degli obblighi di verifica dei clienti; maggiori controlli sui paesi terzi ad alto rischio e più poteri e una cooperazione più stretta tra le unità di informazione finanziaria nazionali.

La Quinta direttiva antiriciclaggio aumenta anche la cooperazione e lo scambio di informazioni tra le autorità antiriciclaggio e le autorità di vigilanza prudenziale, compresa la Banca centrale europea.

La Commissione Juncker ha fatto della lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo una delle sue priorità. Questa proposta è stata la prima iniziativa del piano d’azione per rafforzare la lotta al finanziamento del terrorismo seguito agli attentati terroristici e si inserisce nel contesto più ampio degli sforzi per aumentare la trasparenza fiscale e combattere gli abusi fiscali a seguito delle rivelazioni dei “Panama Papers”.

Gli Stati membri dovranno recepire le nuove norme nella legislazione nazionale entro il 10 gennaio 2020.

(aise)

Foto LoboStudio/CC0

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