Italiani all’estero, tra riforma del voto e nuova emigrazione

ROMA – Riforma modalità del voto all’estero, nuova mobilità, servizi della rete consolare, Europa in movimento. Questi sono solo alcuni dei temi trattati dall’Assemblea Plenaria del Cgie (Consiglio Generale degli Italiani all’estero) conclusasi qualche giorno fa alla Farnesina. Un incontro caratterizzato da un intenso dibattito, ma anche dalla rinnovata capacità propositiva di un Cgie che guarda avanti, ma che al contempo ricorda chi era. Un Consiglio Generale  che si appresta ad affrontare appuntamenti importanti come il Convegno delle donne italiane all’estero e la Conferenza sui giovani italiani nel mondo, un appuntamento quest’ultimo che si prefigge di coinvolgere la nuova mobilità.  Per avere un quadro d’insieme delle indicazioni emerse dalla Plenaria abbiamo avuto un colloquio a 360 gradi con il Segretario Generale del Cgie Michele Schiavone.

Voto all’estero

“L’Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’estero – ha esordito Schiavone – è stata un’occasione per approfondire alcuni temi che in realtà sono attinenti alla qualità del nostro Paese. Ricordo il primo luogo la proposta volta a ridefinire le modalità del voto all’estero. Nelle quattro occasioni in cui gli italiani nel mondo hanno votato per eleggere i propri rappresentati in Parlamento c’è stata un’evoluzione della polemica rispetto alla trasparenza della pratica del voto. Numerose polemiche che rischiano di compromettere l’esercizio del voto, ma soprattutto il diritto del voto in se stesso. Per questa motivazione il Cgie, già durante le Commissioni continentali, ha discusso della necessità di rivedere queste modalità di voto affinché il nuovo governo appena insediato ne prendesse atto e portasse a termine queste modifiche. Un lavoro già avviato in maniera autonoma dal Consiglio Generale volto a portare delle indicazioni non solo per la modifica delle modalità di voto, ma anche per la cittadinanza e per quanto riguarda la tematica dell’Europa in movimento. Durante l’Assemblea Plenaria – ha continuato il Segretario Generale – da parte del nuovo Sottosegretario agli Esteri Ricardo Antonio Merlo è stata avanzata la proposta al Cgie di accelerare questo lavoro di elaborazione delle modifiche alle modalità del voto all’estero e di indicare una tempistica. Ovviamente tengo a ribadire che il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero è un organismo delle istituzioni italiane che scandisce autonomamente i propri tempi di lavoro. In questo caso vi è un interesse comune e congiunto a portare avanti un lavoro di elaborazione in cui seguiremo la stessa procedura , che sembra essere la più efficace,  utilizzata  per la stesura della bozza di riforma della legge dei Comites e del Cgie. Una procedura basata sul coinvolgimento delle nostre comunità all’estero che rispecchiano le esigenze diffuse in tutti i continenti, un modo per far emergere le diversità”.

Schiavone si è poi soffermato sulla necessità di introdurre nella norma che regolamenta le modalità del voto all’estero alcune modifiche ad esempio per quanto riguarda il decentramento in più città italiane dello scrutinio dei voti dei nostri connazionali nel mondo:  “Io penso che ad esempio alla negativa esperienza che abbiamo vissuto a Castelnuovo di Porto, quando le code che si erano create sull’autostrada non hanno permesso a molti presidenti di seggio e scrutatori di arrivare in tempo utile nei locali dello scrutinio. Un problema evidente che ci deve spingere a creare una normalità nel lavoro di chi svolge queste pratiche”.

Nuova emigrazione

Dopo aver ricordato il ritardo con cui sono stati diffusi i risultati definitivi della circoscrizione Estero per le elezioni del 4 marzo, Schiavone si è soffermato sul tema del lavoro e della nuova emigrazione discusso durante l’Assemblea Plenaria:  “Bisogna capire – ha spiegato il Segretario Generale – quali sono le cause della nuova mobilità che parte dall’Italia e trovare dei rimedi, facendo in modo che vi sia attenzione nel nostro Paese su questo fenomeno. Bisogna evitare  l’emorragia di queste diverse centinaia di migliaia di connazionali che non trovano lavoro in Italia e spesso vanno a cercarlo all’estero, proprio perché c’è l’esigenza di svolgere delle professioni che nel nostro Paese non sono più garantite in quanto la società è cambiata. Vi è anche la necessità di portare i professionisti a fare delle esperienze fuori dal nostro Paese, però una cosa è andare nel mondo per arricchirsi professionalmente, un’altra è lasciare l’Italia per necessità. Questa tematica – ha aggiunto – è stata dibattuta nell’Assemblea Plenaria con gli interventi dei docenti Matteo Sanfilippo,  Enrico Pugliese e Maria Immacolata Macioti che hanno approfondito le cause della nuova mobilità. In questo contesto lo stesso Cgie si prefigge di continuare a dare il proprio contributo per il rinnovamento e di proporre soluzioni adeguate che possono pervenire anche dalle migliori pratiche che noi conosciamo e riusciamo ad interpretare nei diversi paesi dove i nuovi emigranti italiani arrivano”.

Lingua e cultura italiana

Fra gli altri temi trattatati dall’Assemblea Plenaria  anche la promozione della lingua e cultura italiana nel mondo. “Vi è stata – ha ricordato Schiavone – una grande discussione sulla necessità di trovare attraverso la lingua e la cultura italiana delle soluzioni che vadano al di là della tradizionale interpretazione della cultura come bene immateriale, creando nuove condizioni che portino tale bene a divenire volano anche di ricchezza materiale. Sulla questione della lingua e della cultura italiana vi è stato anche un momento di approfondimento per capire quali siano le necessità dell’oggi ed anche come noi intendiamo praticare la promozione all’estero. A seguito del decreto della buona scuola per l’estero il Consiglio generale intende favorire  un rinnovamento profondo all’interno di quelli che sono gli organismi preposti alla promozione della lingua e cultura italiana, enti gestori, istituto di cultura ecc.,  cercando anche di cambiare il messaggio promozionale che non  deve riguardare solo le nostre comunità, ma cercare di includere e avvicinare all’Italia anche coloro che sono interessati alla nostra lingua cultura. Si è discusso ad esempio dello scambio di studenti e delle difficoltà a volte incontrate dagli studenti provenienti da alcuni paesi per l’erogazione dei visti di ingresso per l’Italia”.

Servizi rete consolare

Il Segretario Generale ha poi affrontato la questione della rete consolare : “Abbiamo anche discusso  dei servizi consolari che nella dimensione generale hanno di per se bisogno di essere espletati in una maniera moderna. Fare leva sulla digitalizzazione è di per sé una necessità in quanto il numero dei funzionari della rete diplomatica consolare è diminuito drasticamente. Di contro la richiesta dei servizi aumenta perché la comunità italiana all’estero diventa sempre più grande. Abbiamo raggiunto quota 5.675.000, e non si può ipotizzare una soluzione a breve tempo di questa situazione perché, pur essendo previsti concorsi per l’assunzione di nuove leve all’interno della rete,  non si conoscono ancora i tempi della loro indizione. Per cui c’è la necessità di fare dei salti di qualità e occorre davvero procedere con la digitalizzazione della rete all’estero, così come è avvenuto per la pubblica amministrazione in Italia , ma senza venire meno alla presenza umana del personale,  perché  i cittadini hanno bisogno di recarsi anche agli sportelli consolari. In questo ambito è necessario  un intervento forte da parte della Farnesina e del Governo”.

Europa in Movimento e prossimi appuntamenti del Cgie

Schiavone si è anche soffermato sul focus  “Europa in Movimento” sollecitando la creazione di un nuovo organismo a livello europeo ” Abbiamo bisogno di un’Agenzia e di un Commissario Europeo  che seguano le comunità dei cittadini europei dentro e fuori dai confini dell’Europa. Si tratta di diversi milioni di cittadini e che vivono fuori dai paesi d’origine che devono essere seguiti, alla stregua di altri settori come l’immigrazione e le materie economiche, da un referente europeo”.

Per quanto riguarda poi i prossimi appuntamenti del Cgie il segretario generale ha rilevato come ai margini della seconda Assemblea Plenaria del 2018, che avrà luogo in autunno ,  si terrà il convegno sulle Donne Italiane all’Estero. A seguire, il giorno successivo, i consiglieri si trasferiranno a Matera per partecipare come Cgie a un incontro, in cui si parlerà della promozione del mondo degli italiani all’estero, organizzato dalla Regione Basilicata e dalla fondazione Matera 2019. Più lunghi, anche per motivi organizzativi, i tempi per la realizzazione della Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo, prevista a Palermo intorno al mese di aprile 2019, e per la Conferenza Stato- Regioni- Province Autonome – Cgie che dovrebbe svolgersi nella seconda metà del prossimo anno.  “Per la Conferenza Stato Regioni – ha spiegato Schiavone –   bisognerà definire innanzitutto la cabina di regia con il Governo e le altre istituzioni che ne fanno parte e in quel contesto dovrà essere indicata definitivamente la data. E’ importante sottolineare che il lavoro della Conferenza dovrà continuare i suoi lavori anche dopo l’incontro del 2019, a differenza di quanto è avvenuto per la Conferenza del 2009 che non ha avuto seguiti. Quindi diventa importante e necessario tracciare il percorso per arrivarci, ma anche contestualmente indicare le modalità con cui proseguire il lavoro, perché non possiamo avere solo  una vetrina e un momento di dibattito che resta a se stante.”

“Voglio infine segnalare – ha concluso Schiavone – come da questa Assemblea del Cgie sia emersa una volontà diffusa e una grande voglia di partecipazione , favorita dal rinnovamento che si è avuto negli ultimi anni. Una nota evidente che è di per sé un attestato di fiducia su cui noi possiamo continuare a lavorare”.

(G.M.- Inform)

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