La piaga del land-grabbing in Africa

Testo di Maurizio Simoncelli tratto dal sito Italiani.net riguardo un paper di Naomi Bellucci dal titolo “Il land-grabbing in Africa” della rivista IRIAD Review.

Il fenomeno del land grabbing è solo una delle crisi ambientali che colpiscono il nostro pianeta. I cambiamenti climatici, il surriscaldamento, l’inquinamento dell’atmosfera e dei mari, la riduzione della disponibilità idrica concorrono ad una globalizzazione delle crisi che coinvolgono l’intera umanità in forme e modi differenti. I paesi più sviluppati tentano di realizzare confini invalicabili per arginare coloro che più duramente risentono di tali crisi.

Si parla di “fortezza Europa”, proprio a voler significare questo nuovo medioevo, in cui una minoranza cerca di continuare a garantirsi livelli di vita a scapito di una maggioranza che tenta di fuggire da condizioni umane difficilissime.

Strettamente connesse alle crisi ambientali sono quelle politiche ed economiche, che generano guerre e conflitti armati di vario livello d’intensità, contribuendo ai fenomeni migratori di massa che si stanno verificando in questi anni. Sono un’ottantina i conflitti secondo l’Uppsala Conflict Center, un incremento esponenziale nell’ultimo decennio.

Questi conflitti generano masse di profughi e di rifugiati, che – contrariamente a quanto ritenuto – cercano protezione in primis o in altre aree dello stesso paese o in quelli confinanti.

Solo una piccola parte riesce a raggiungere i paesi più sviluppati, generando qui crescenti spinte xenofobe e politiche di respingimento. Questi governi sembrano dimenticare che non di rado è proprio l’intreccio dei loro interessi economici e geopolitici una delle concause di queste guerre sapientemente “dimenticate” dalla maggioranza dei mass media.

Basta pensare allo sfruttamento delle enormi risorse africane (esemplare il caso della Repubblica Democratica del Congo o quello della Nigeria), utilissime per le economie dei paesi ricchi oppure alle guerre infinite dell’area mediorientale, territorio strategico per le risorse petrolifere.

Il recente rapporto Groundswell: Preparing for Internal Climate Migration della World Bank preannuncia che entro il 2050 143 milioni di persone, provenienti dall’Africa subsahariana, dall’Asia meridionale e dall’America latina, potrebbero diventare migranti climatici. […continua…]

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Foto: Nairobi, Rod Waddington cc by sa

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