Pellegrini spinge per un ruolo strategico della Slovacchia nelle relazioni Cina-Europa

Al settimo vertice dei 16 paesi dell’Europa centrale e orientale con la Cina (CEEC-Cina 16+1) che si è svolto a Sofia, in Bulgaria nei giorni scorsi, la Slovacchia ha espresso l’ambizione di svolgere un ruolo strategico nel futuro dei trasporti. Così ha detto il primo ministro slovacco Peter Pellegrini uscendo venerdì 6 luglio da un incontro con il premier cinese Li Keqiang prima del summit. I due hanno discusso dell’estensione della ferrovia a scartamento largo dalla Slovacchia orientale, dove oggi si fermano i binari della misura utilizzata in tutta l’Asia, fino alla capitale Bratislava, direttamente sul fiume Danubio. Si tratta di un progetto strategico nel settore del trasporto di petrolio e gas naturale, che è in fase di preparazione da parte di imprese ferroviarie di Slovacchia, Austria, Ucraina e Russia, e che prevede un importante terminale sul territorio austriaco, e uno in territorio slovacco.

Al vertice sono stati firmati diversi documenti, tra i quali accordi relativi alla cooperazione bancaria. Secondo Pellegrini, banche e investitori cinesi sarebbero interessati a partecipare finanziariamente a diversi progetti di investimento, inclusa la ferrovia a scartamento largo, un progetto che si stima possa costare oltre 7 miliardi di dollari. Su questo punto, Pellegrini ha sostenuto che in ogni caso la proprietà dell’infrastruttura dovrebbe rimanere in mano ai paesi di transito della stessa, dunque Slovacchia, Austria, Ucraina e Russia.

Il premier cinese, ha detto il leader slovacco, intende sviluppare buone relazioni bilaterali con la Slovacchia anche nel settore del commercio e dell’agricoltura. La Cina prevede un aumento degli scambi e una riduzione dei dazi sui veicoli importati, passando dall’attuale imposta del 25% al ​​15%. Inoltre, si aprirebbe la possibilità di vendere prodotti alimentari slovacchi di qualità sul mercato cinese, una volta completata la procedura di certificazione obbligatoria. Li Keqiang ha dichiarato che la Cina è lieta che la parte slovacca parteciperà alla prima edizione della China International Import Expo, che si terrà a Shanghai nel novembre 2018.

Come ha affermato Pellegrini, al momento le Poste slovacche – Slovenská Pošta – stanno negoziando un progetto pilota con una compagnia cinese per trasformare l’aeroporto di Bratislava in un hub per la consegna di pacchi dalla Cina a tutti i paesi dell’Europa occidentale. Il primo ministro cinese e quello slovacco hanno inoltre accennato alle condizioni interessanti che la Slovacchia potrebbe offrire per i grandi progetti di investimento cinesi. Un altro progetto che potrebbe interessare gli investitori cinesi è poi la possibile costruzione di una ferrovia ad alta velocità che collegherebbe Varsavia, Bratislava e Budapest, un piano a lungo termine che è stato presentato durante un recente summit del gruppo Visegrad (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia).

Il primo ministro Pellegrini ha voluto infine confutare l’opinione di alcuni sul fatto che il formato del summit CEEC-Cina 16+1 possa in qualche modo minare l’unità dell’Unione europea. Egli ha affermato che «non si tratta di un’alternativa all’Unione europea e non altera la sua unità, ma piuttosto si aggiunge all’UE. Questo cluster aiuta i paesi a svilupparsi. Il primo ministro cinese al vertice di Sofia ha dichiarato che la Cina è pronta ad aprire un mercato più promettente per i prodotti dei 16 paesi rappresentati al vertice. La Cina è anche interessata a finanziare diversi progetti. Ad esempio, l’ambizioso progetto V4 per la costruzione di una ferrovia ad alta velocità tra Varsavia, Budapest e Bratislava».

La Cina, come attore globale, è particolarmente attiva nei Balcani occidentali, ha argomentato Pellegrini, e «Se noi, in quanto Unione europea, non siamo abbastanza attivi e non diamo prospettive (…) di ingresso in UE ai paesi dei Balcani occidentali, allora, naturalmente, vi saranno altre potenze, come Cina, Russia e Turchia» che sono pronte a farlo.

Del resto, il messaggio che arriva da Pechino è chiaro: la Cina vuole consolidare le relazioni con i suoi partner europei e salvaguardare il multilateralismo e il regime di libero scambio. Dopo un primo summit a Varsavia nel 2012, il meccanismo di cooperazione 16+1 si è evoluto in una piattaforma di cooperazione transregionale con crescenti legami economici: il volume degli scambi tra la Cina e i paesi CEEC è passato da 40 miliardi di dollari a circa 70 miliardi, con una crescita media annua del 6,5%.

(La Redazione, Buenos días Eslovaquia)

Foto vlada.gov.sk

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