Da Bruxelles l’ok alla Slovacchia per ridurre il prelievo nucleare alle grandi aziende

Da Bruxelles è pervenuto venerdì 6 luglio il via libera della Commissione europea al piano della Slovacchia per ridurre l’imposta sull’energia nucleare per alcuni utenti che hanno un alto consumo di energia elettrica. La proposta del governo slovacco, si legge, è in linea con le norme dell’UE in materia di aiuti di Stato. La decisione, ammette la CE, contribuirà alla competitività di queste imprese senza danneggiare la concorrenza nel mercato comune.

La richiesta slovacca riguarda la possibilità di fornire degli sconti a certe industrie selezionate, che consumano una quantità elevata di elettricità, come quelle che lavorano i prodotti petroliferi raffinati, ferro e acciaio, ferroleghe e alluminio a partire dal 2019. Il livello di sconto dipenderà dal consumo globale di energia elettrica delle società indicate. La Slovacchia ha fondato nel 2006 il Fondo nazionale per il nucleare, allo scopo di finanziare i costi di disattivazione delle centrali nucleari obsolete (in particolare, i reattori A1 e V1, il primo fermo dal 1977 e il secondo spento a inizio 2008 in base agli accordi di ingresso del paese nell’UE. Il fondo viene finanziato dal 2011 con una specifica imposta ‘nucleare’ pagata dagli utenti finali di energia elettrica, sia azienda che famiglie. Quelle imposte che verrebbero ridotte o annullate per le aziende selezionate che sono grandi utenti di elettricità e il cui costo va ad incidere sulla loro competitività sui mercati esteri.

(Red)

Foto Alsen CC0

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