Mons. Babjak: il paese chiede la verità sull’assassinio di Jan Kuciak

Migliaia di cattolici si sono radunati giovedì a Nitra, partecipando al Pellegrinaggio nazionale dei santi Cirillo e Metodio, in occasione della festa nazionale del 5 luglio. Hanno partecipato, insieme al presidente del Parlamento Andrej Danko e al primo ministro Peter Pellegrini, alla messa solenne celebrata in Piazza Svätopluk dall’Arcivescovo metropolita greco-cattolico di Prešov, mons, Ján Babjak. Nell’omelia, il prelato ha puntato sul significato della verità, in particolare la verità chiesta dalla società slovacca in questo momento della storia. I cittadini slovacchi sono stanchi di sentire solo favole, e vogliono la verità sull’omicidio del giornalista Jan Kuciak, ha detto il metropolita. «Dopo il doppio omicidio di Jan Kuciak e della sua compagna Martina Kusnirova, con i mandanti e gli esecutori ancora liberi, non vogliamo più ascoltare favole o miti; vogliamo sentire la verità, l’unica che andrebbe perseguita, per impedire le ingiustizie». Facendo riferimento a corruzione, clientelismo, abusi sui fondi europei, frodi e pratiche mafiose, l’arcivescovo ha detto che «le persone dignitose vogliono vedere risolti questi problemi. La verità ci conduce alla bontà, alla fiducia e all’onestà; crediamo che l’intera nazione chieda l’applicazione di questi valori».

Rifacendosi all’esempio di Cirillo e Metodio, Babjak ha sottolineato che «il nostro Paese ha bisogno di sentire di nuovo una voce forte, e un esempio potente dai missionari spirituali e laici di oggi, ha bisogno di leader responsabili che si schierino dalla parte del popolo e si preoccupino per esso», ha detto Babjak. Alludendo poi allo scadere dei valori morali, e alla tendenza di tanti credenti a scendere a compromessi, Babjak ha criticato le ideologie e leggi «per noi inaccettabili», che vogliono insegnarci come dobbiamo vivere, regolando matrimoni e nascite e dicendoci in cosa dovrebbero credere i nostri figli. «A volte vorrei vedere qualcuno farsi avanti e gridare, come il bambino della fiaba di Andersen sui nuovi vestiti dell’imperatore: “È nudo!”», ha preseguito il prelato. «Chiamiamo le cose con il loro nome, non pretendiamo di essere moderni, colti e civilizzati, mentre in realtà scendiamo verso una natura incolta e un paganesimo, che fu sradicato nel nostro paese dalla missione dei santi Cirillo e Metodio».

Il pellegrinaggio nazionale del 5 luglio sulla collina del Calvario di Nitra in onore dei due santi, Apostoli degli Slavi come furono definiti anche da Papa Giovanni Paolo II, sono ripresi nel 1990, dopo la caduta del comunismo, su iniziativa del cardinale Jan Chryzostom Korec, uno degli eroi della Chiesa del silenzio. Nel 2006 il raduno e la celebrazione sono stati trasferiti dalla cattedrale in cima alla collna alla più capiente piazza Svatopluk, nel centro della città.

Il premier Pellegrini ha commentato le parole dell’arcivescovo Babjak dicendo che l’omelia ha riportato lamentele e critiche, cose sempre benefiche, ma ha mancato di elementi positivi utili a «incoraggiare la gente e infondere un po’ di ottimismo». Dimentichiamo, ha notato Pellegrini, di riconoscere quello che è stato fatto, e di elogiare il nostro popolo per la diligenza, l’umiltà e il comportamento rispettoso» dimostrato, ha affermato Pellegrini, secondo cui è sempre necessario che dai podi, religiosi o altro, debba essere sempre dispensato un po’ di ottimismo e valori positivi.

(Red)

Foto MarekMucha / tkkbs.sk
Foto FB/biskupstvonitra
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