Bilancio UE 2019: gli eurodeputati vogliono più soldi per giovani, clima e Pmi

STRASBURGO\ aise\ – Il bilancio UE per il prossimo anno dovrebbe concentrarsi sui giovani. È quanto ribadiscono gli eurodeputati che il 5 luglio hanno approvato una risoluzione che indica, tra le altre priorità, anche la crescita, la sicurezza, la lotta contro il cambiamento climatico e la gestione della migrazione.

La risoluzione, che stabilisce le linee guida per i deputati nei negoziati sul bilancio 2019 con i Ministri UE, è stata preparata dal relatore per il bilancio Daniele Viotti (S&D, IT) e approvata con 399 voti favorevoli, 146 voti contrari e 87 astensioni. Si tratta della prima risposta del Parlamento al progetto di bilancio dell’UE per il 2019, presentato dalla Commissione il 23 maggio.

Nel testo, i deputati affermano che l’Iniziativa europea per l’occupazione giovanile (IES) dovrebbe essere ulteriormente rafforzata, rilevando che la disoccupazione giovanile è ancora più elevata di quella del 2007; deplorano la modesta entità dell’aumento per il programma dell’UE per la competitività delle piccole e medie imprese (COSME) e ricorda che si tratta di un «programma di successo che ha molti più candidati che beneficiari di finanziamenti»; accolgono con favore gli aumenti proposti per i programmi di ricerca di Orizzonte 2020, il programma Connecting Europe Facility (investimenti infrastrutturali), Erasmus+ e i programmi che contribuiscono a migliorare la sicurezza dei cittadini dell’UE. Tuttavia, essi affermano anche che il bilancio di Erasmus+ dovrebbe essere “almeno raddoppiato”.

Per il parlamento Ue garantire la sicurezza dei cittadini e affrontare le sfide in materia di migrazione e di asilo rimangono le «due massime priorità dell’Unione nel 2019″, quindi è essenziale mantenere la spesa in questi settori “a un livello adeguato per rispondere alle esigenze della crisi della migrazione e dei rifugiati».

Nella risoluzione, infine, si chiede un aumento della spesa per il clima per consentire all’UE di raggiungere il suo obiettivo di “integrazione della dimensione climatica” (almeno il 20% del bilancio dell’UE dovrà essere legato al clima nel periodo 2014-2020).

«Per dare speranza a un continente intero e soprattutto ai giovani, abbiamo bisogno di investire sui nostri programmi – penso a Horizon, a CEF, a Erasmus. E lo dico fin da ora: noi non accetteremo nessun taglio su questo tipo di programmi, sui programmi che hanno maggior successo tra i cittadini dell’Unione europea», ha commentato il relatore Viotti. «Se veramente vogliamo un’Europa che sia in competizione con gli Stati Uniti e con la Cina, con le grandi economie mondiali, se vogliamo che le nostre start-up competano con le multinazionali esistenti, se vogliamo puntare sull’Europa 4.0, non possiamo che farlo tutti insieme, investendo tutti insieme. Abbiamo bisogno di più Europa, non di più confini».

Prossime tappe
Il Consiglio dei Ministri UE presenterà la sua posizione informale nella settimana del 9 luglio e i primi colloqui tra i due rami dell’autorità di bilancio (Parlamento e Consiglio) e la Commissione europea si terranno il 12 luglio. I colloqui riprenderanno poi a settembre, nel tentativo di raggiungere un accordo entro la fine dell’anno.

(aise)

Foto hpgruesen CC0

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