I traguardi degli italiani all’estero nei media nazionali

ROMA – focus/ aise – Per quanto riguarda gli italiani all’estero che riescono a trovare spazio nei media nazionali, questa è stata una settimana particolarmente ricca. È di pochi giorni fa, per esempio, la notizia della nomina di Carlo Chatrian a direttore artistico del Festival di Berlino. A raccontarlo è Davide Turrini su “Il fatto quotiano“.
Già direttore del Festival di Locarno, dal 2019 il torinese, classe 1971, sarà a capo della Berlinale insieme a Mariette Rissenbeek, che del festival tedesco sarà la direttrice esecutiva.
Chatrian succederà a Dieter Kosslick, che dirige il Festival dal 2002. «Lavorare ad un festival – è il suo commento – non significa comandare. Fare il direttore artistico è come fare il direttore d’orchestra. Un lavoro delicato e affascinante di coordinamento e selezione di film», «È un festival che conosco solo da spettatore. Dovrò comprendere bene la cultura tedesca e soprattutto dovrò imparare la lingua».

Il colloquio per ottenere il posto è stato sotto lo sguardo di Monika Grütters, ministro della Cultura del governo Merkel. «Mi ha stupito positivamente – ha detto Chatrian al giornalista del Fatto – che il ministro trovasse un’ora del suo tempo per farmi un colloquio con domande giuste e precise. Lì la cultura del cinema ha un valore importante, tanto da non finire in mano ad assistenti». La Berlinale è nata nel 1951, ha accompagnato quarant’anni di storia patria divisa in due, per poi rilanciarsi tra gli anni novanta e il primo decennio del duemila nel post unificazione sia in ambito del cinema d’autore, sia per i titoli più commerciali.

Nell’edizione di Catania di “MeridioNews”, invece, in un articolo di Giorgia Lodato, troviamo la storia di Marco Crispo, trent’anni, siciliano, primo non scandinavo a essere ammesso, in Norvegia, al Dirigentforum, il programma che premia i talenti (fino a questo momento) norvegesi. Per due anni affiancherà direttori d’orchestra di fama internazionale e si troverà in prima persona a dirigere dei musicisti professionisti.  Dopo aver studiato alla Norwegian Academy of Music di Oslo, Crispo ha superato le tre fasi del concorso per accedere al progetto.

«Mi sono diplomato in chitarra classica – racconta alla giornalista – e ho studiato composizione e direzione d’orchestra. Poi mi è toccato viaggiare tanto per seguire alcuni dei miei maestri a Milano, Imola, Pescara, Padova, Venezia, Roma, Trento, oltre che a Catania e Messina». Durante gli studi in Italia aveva già avuto alcune esperienze professionali all’estero come arrangiatore, con molte soddisfazioni. Tuttavia, dopo aver completato il primo ciclo di studi, mentre lavorava come docente di chitarra alle scuole medie, ha deciso di investire tutte le energie nella direzione d’orchestra, da sempre il suo interesse primario.  «Un po’ per scelta personale, un po’ per via della nota scuola scandinava – spiega – ho pensato di fare domanda di ammissione presso le principali scuole nordiche. L’audizione alla Norwegian Academy of Music è stata la prima e una volta appreso della mia ammissione non ho cercato altrove».

Sul sito dell’agenzia Agi, troviamo un articolo di approfondimento di Alessandra Spalletta dove si approfondisce la figura di Rocco Commiso, l’ex pizzaiolo italoamericano, originario di Marina di Gioia Jonica, in Calabria, che è in trattativa per acquistare il Milan. Senza entrare nel merito della trattativa, basta dire che Commisso, oltre a tifare per la Juve, è approdato negli Usa a 12 anni. Ha lavorato per tanti anni nella pizzeria del Bronx gestita da suo padre e nel tempo libero studiava. Frequentata una delle migliori università americane, la Columbia, oggi è miliardario, a capo della società televisiva via cavo MediaCom (con un fatturato di 2 miliardi di dollari) e della squadra di calcio Cosmos. Vive nel New Jersey e ha gestito varie discoteche, dove sono passati vari personaggi noti: Little Tony, I Camaleonti, Gianni Nazzaro e I Cugini di Campagna. Insomma, che dire? Un vero italoamericano.

(focus\ aise)

Foto R. Couse-Baker CC BY

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