Ivrea: la città industriale di Olivetti è patrimonio mondiale Unesco

Con il risultato di oggi, l’Italia porta a 54 i siti italiani iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale e consolida il primato del nostro Paese nel ruolo guida di salvaguardia del patrimonio culturale dell’umanità.

Sempre più “Patrimonio dell’Umanità”. L’Italia consolida il primato di siti nella Lista Unesco del Patrimonio mondiale con l’iscrizione di “Ivrea, città industriale del XX secolo”, e il rinvio al 2019 delle “Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”. Lo rende noto la Farnesina. La delegazione italiana al Comitato del Patrimonio Mondiale, guidata dal Sottosegretario agli Esteri Guglielmo Picchi, rientra da Manama, dove sono riuniti gli Stati membri Unesco, con l’iscrizione di Ivrea ed è riuscita a ribaltare il giudizio negativo espresso dall’organo tecnico di valutazione in un rinvio al prossimo anno dell’esame della candidatura delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.

(Giorgio Scura, Fanpage cc by nc nd)


Il primo stabilimento Oliveti, del 1895-1908

Ivrea, modello unico ed eccezionale di Città Industriale

Nel corso del Novecento, Ivrea ha realizzato un modello alternativo e unico di città industriale basato su un sistema sociale e produttivo ispirato alla Comunità. Il concetto di “comunità” racchiude in sé, infatti, valori umani, ambientali e architettonici che hanno fatto di Ivrea la città industriale per eccellenza del XX secolo. Un modello di lavoro, un modello di vita che fanno coesistere armonicamente lo spazio economico-produttivo e quello sociale.

Nel periodo che va dal 1930 alla morte di Adriano Olivetti, nel 1960, Ivrea diviene il fulcro delle più avanzate riflessioni in campo industriale e socio-economico, architettonico e urbanistico.

Olivetti Lettera 22, Marcello Nizzoli 1950

Il pensiero olivettiano si manifesta in un insieme eccezionale di edifici per l’industria e per i servizi sociali di straordinaria qualità, secondo un modello di sviluppo alternativo a quello tradizionale.

Le politiche sociali costituiscono i presupposti delle opere di architettura moderna (che traducono quei concetti in manufatti) e dei piani urbanistici che ridisegnano la città e il suo contesto territoriale.

La candidatura nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO è costituita dall’insieme di tali realizzazioni.

Complesso residenziale Talponia, Olivetti, Ivrea

La candidatura di “Ivrea Città Industriale del XX Secolo” mira al riconoscimento di una tradizione di ingegno, operosità e savoir-faire dell’intero mondo occidentale. Ma è anche una candidatura che si differenzia da altri siti analoghi presenti nella Lista del Patrimonio Mondiale, ascrivibili a tre gruppi: company town (come Crespi D’ Adda); comunità industriali (Salins les Bains e New Lanark), paesaggi industriali (Derwent Valley Mills).

Ivrea è una risposta alternativa e di eccezionale qualità ai quesiti posti dall’evolversi rapido dei processi di industrializzazione. È un progetto in cui le politiche sociali innovative costituiscono i presupposti delle opere di architettura moderna, che traducono quei concetti in manufatti, e dei piani urbanistici che ridisegnano la città e il suo contesto territoriale.

“Ivrea città industriale del XX secolo” non è una company town perché non viene realizzata ex novo secondo un univoco sistema città-fabbrica ma si innesta nel tessuto urbano e lo integra in un arco temporale di 30 anni.

Non è nemmeno paragonabile alle comunità industriali utopiche e filantropiche perché è la realizzazione concreta e non utopica di un progetto economico e sociale reale che permette uno sviluppo industriale esemplare per tutta la seconda metà del Novecento.

Ex Mensa Olivetti, progetto di Ignazio Gardella

Non è, infine, considerabile nemmeno come paesaggio industriale perché è il risultato della convivenza del processo di industrializzazione della città con i processi di produzione agricoli in cui si innesta anche un originale progetto di decentramento industriale nel territorio circostante.

Architettura d’innovazione
Le architetture urbane – edifici, impianti, abitazioni, servizi, percorsi e luoghi di ritrovo – sono state pensate in modo armonico e funzionale e sono un esempio eccezionale della qualità della soluzione proposta e delle modalità di attuazione. Il modello di “Città Industriale del XX Secolo” trova il suo fulcro lungo l’asse di Corso Jervis, dove si verificano significative trasformazioni urbane e territoriali che vedono coinvolti architetti e urbanisti con un disegno ampio di progettazione della città.

Si parte dalle originarie Officine Olivetti del 1896 per passare ai successivi ampliamenti e collegamenti sorti fra il 1939 e il 1962, agli edifici che ospitavano il Centro Studi ed Esperienze e la Centrale Termoelettrica, a quelli della mensa, dei servizi sociali e dell’asilo nido, alle case del Borgo Olivetti e del Quartiere Castellamonte, ai due Palazzi Uffici, e all’Unità Residenziale di Ivrea Centro.

La Nominated Property
L’ area candidata all’iscrizione è composta da un insieme urbano e architettonico caratterizzato da 27 beni tra edifici e complessi architettonici, progettati dai più famosi architetti e urbanisti italiani del Novecento. Essi hanno i requisiti di autenticità e integrità, avendo conservato in modo sostanziale sia i caratteri architettonici dei diversi progetti originari sia gli spazi esterni, che fanno parte integrante dell’originalità dei progetti stessi. Gli edifici sono rimasti immutati per forma, struttura, materiali. La proprietà di questo patrimonio architettonico è quasi esclusivamente privata. È un’area sufficientemente estesa da permettere la lettura della città industriale di Ivrea. La permanenza delle funzioni permette ancora oggi di leggere i progetti e le realizzazioni che hanno dato concretezza nel tempo a questo modello sociale e culturale, oltre che industriale/urbano, del tutto inedito.

La Buffer Zone
Si sviluppa intorno alla Nominated Property ed è un importante strumento per la tutela e conservazione dei beni e dei valori rappresentati. Al suo interno insistono ulteriori esempi di quella visione architettonica e socio-culturale caratteristica della Città industriale (es. i quartieri di Bellavista e Canton Vesco).

(Dal sito www.ivreacittaindustriale.it)


Foto iJuliAn cc by nc sa
Laurom CC0, recrotka cc by
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Wikimedia cc by sa

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