Pellegrini al Consiglio d’Europa: solidarietà non è solo accogliere i rifugiati

In vista di un Consiglio dell’Unione europea che si svolge oggi e domani a Bruxelles, e che già si preannuncia molto caldo per le questioni legate alle migrazioni, il primo ministro slovacco Peter Pellegrini si è recato ieri a Strasburgo per fare visita al Consiglio d’Europa, organizzazione che promuov democrazia, diritti umani e identità culturale europea fondata nel 1949 e nella quale siedono attualmente i rappresentanti di 47 Stati del vecchio continente, 28 dei quali sono i membri dell’Unione europea. In questa occasione, Pellegrini ha tenuto un discorso davanti all’assemblea parlamentare del CdE, in cui ha esplicitato il bisogno della Slovacchia di essere parte del Consiglio d’Europa in tempi turbolenti come questi, allo stesso modo in cui ne hanno bisogno altri paesi.

«Terrorismo, crisi migratoria, maggiore scetticismo e sfiducia pubblica nelle istituzioni», ha detto il premier slovacco, «indeboliscono i principi della democrazia, dei diritti umani e dello stato di diritto: il multilateralismo è minacciato da mancanza di dialogo e tolleranza, dall’incapacità di ascoltarsi l’un l’altro, dalla scelta di preferire gli interessi nazionali e dall’assenza di volontà politica». Ma le sfide dell’oggi, ha sottolineato Pellegrini, «possono essere affrontate solo congiuntamente, attraverso la cooperazione» bilaterale e multilaterale.

25 ROKOV V RADE EURÓPYDnes som v Štrasburgu, pretože pred 25. rokmi sa Slovenská republika stala členom Rady Európy,…

Uverejnil používateľ Peter Pellegrini Streda 27. jún 2018

Pellegrini ha ricordato il 25° anniversario dell’ammissione della Slovacchia come membro del Consiglio d’Europa, il 30 giugno 1993, quando entrò nell’organizzazione insieme alla Repubblica Ceca sei mesi dopo la scissione della Cecoslovacchia. Ha colto l’occasione per menzionare le tappe percorse dal paese in questi 25 anni, di successi ottenuti anche grazie agli impegni derivanti dal suo essere membro del CdE, che ha ringraziato per il suo aiuto nel creare le basi della democrazia parlamentare slovacca, in linea con i principi dello stato di diritto e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Ha tra le altre cose ricordato la presidenza slovacca del Consiglio d’Europa nel 2007-08 e del Consiglio dell’UE nella seconda metà del 2016, rimarcando il fatto che il ministro degli Esteri slovacco, Miroslav Lajcak, è oggi presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Rispondento a una domanda dopo il suo intervento, Pellegrini ha detto che la solidarietà della Slovacchia nei confronti dei rifugiati non si può valutare in base al basso numero di rifugiati che il paese ha accettato, dovuto invece al fatto che i migranti non scelgono la Slovacchia come loro destinazione. Pellegrini ha spiegato che il suo paese offre altre forme di aiuto, sia personale che tecnico, e anche finanziario. Tra queste, il premier ha menzionato l’aiuto al governo di Vienna nel fornire alloggio ad alcune centinaia di richiedenti asilo in Austria.

(Red)

Foto Elwood j blues cc by sa

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