Centrale di Mochovce, il governo farà la sua ispezione il 10 luglio

Il 10 luglio sarà giornata di ispezione presso la centrale nucleare di Mochovce allo scopo di verificare lo stato di completamento del terzo e quarto blocco (EMO-34). Il primo ministro Peter Pellegrini lo ha annunciato lunedì dopo una visita al ministero dell’Economia durante la quale ha discusso della questione anche con il ministro Peter Ziga che ha in portafoglio l’agenda energetica. Pellegrini ha assicurato che i lavori alla centrale saranno monitorati da vicino, e lui e il ministro Ziga incontreranno il top management e i project manager della società a partecipazione pubblica Slovenské elektrárne, incaricata della costruzione dei due reattori nucleari. Il premier vedrà direttamente sul posto come stanno le cose e some il governo procederà sulla questione, dopo che nelle ultime settimane si era ventilata la possibilità di un ulteriore ritardo in un progetto che di dilazioni ne ha già viste diverse.

Il premier aveva assicurato allora che il governo non avrebbe fatto sconti e ha preannunciato una lina molto dura nei confronti della direzione aziendale. Secondo le ultime informazioni diffuse da SE, il terzo blocco nucleare, che doveva essere inziare a produrre energia entro la fine di quest’anno, è pronto al 97%. Mentre il quarto blocco, il cui avvio produttivo era previsto per la fine 2019, era terminato all’85,1% alla fine di marzo.

La società Slovenské elektrárne ha collegato alla rete elettrica nazionale nel mese di febbraio il terzo blocco della centrale di Mochovce, uno dei passi necessari alla messa in produzione effettiva del reattore, permettendo ai tecnici di fare tutte le prove a freddo previste dalla procedure di avvio del reattore, e i successivi test pre-operativi a caldo. I programmi e le scadenze ufficiali sono per il momento confermate dall’azienda elettrica come furono fissate nella relazione di bilancio del marzo 2017. Inizialmente, il progetto avrebbe dovuto concludersi nel 2012 e 2013, e i due reattori avere iniziato la produzione di energia da ormai oltre un lustro, cominciando anche a produrre utili per lo Stato che possiede il 34% della società. Le unità nucleari in costruzione avranno una capacità installata di 471 megawatt ciascuna, e una volta attive dovrebbero coprire circa il 13% del consumo totale di energia elettrica in Slovacchia.

Non solo le scadenze sono state più volte spostate avanti: anche il conto complessivo del progetto è diventato sempre più salato per i soci. Dai 2,8 miliardi di euro stimati nel 2008, quando Slovenské elektrárne ha ripreso, in seguito alla privatizzazione con la cessione del 66% a Enel, il progetto di costruzione che era stato abbandonato negli anni ’80, oggi siamo a 5,4 miliardi, una somma praticamente doppia. E potrebbe non essere l’ultimo aumento di budget.

(La Redazione)


Foto: da video seas.sk

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