Aborto, ripresentato l’emendamento LSNS. Non sarà discusso fino a dicembre

Il Partito popolare Nostra Slovacchia (LSNS) di Marian Kotleba ha ripresentato ieri al Parlamento un emendamento alla legge sull’aborto per limitare la scelta delle donne sullìinterruzione della gravidanza. Appena poco più di una settimana prima, su proposta del deputato socialdemocratico Juraj Blanar (Smer-SD), l’assemblea aveva deciso di non portare in discussione la legge per il voto, una procedura che tuttavia permette ai promotori di ripresentare anche subito il provvedimento originale. Diverso sarebbe stato se la proposta legislativa fosse stata respinta da un voto contrario in aula: in quel caso, l’atto non poteva essere riproposto prima di sei mesi.

Nella proposta di LSNS si intende dare una stretta alla politica degli aborti in Slovacchia, consentendoli solo nei casi in cui è in pericolo la vita di una donna incinta, quando la gravidanza è il risultato di un crimine o quando un feto ha un difetto genetico dimostrabile. Il partito contava di discutere in aula l’emendameno nella sessione parlamentare di settembre, un’idea che però il presidente del Parlamento Andrej Danko ha rigettato subito. Secondo Danko, a non permettere di portare in aula il provvedimento è una conclusione della commissione costituzionale che ha stabilito che la legge non è stata ripresentata secondo il regolamento parlamentare. La commissione costituzionale sostiene che la mozione del 13 giugno che ha sospeso la discussione sulla proposta ha lo stesso valore di un voto negativo, e quindi non è possibile ripresentare la proposta prima di sei mesi, vale a dire non prima di dicembre.

Secondo un sondaggio condotto dall’Agenzia Focus per il quotidiano Dennik N, una stretta agli aborti sarebbe avversata dal 60% delle persone. A sostenerla, invece, è il 31,7% degli intervistati, di cui appena il 13% vuole “sicuramente” una modifica della legge in senso più restrittivo. I più contrari all’emendamento sono i liberali di SaS, gli elettori di Sme Rodina e i nazionalisti di SNS, tutti con percentuali tra 67 e 69%. Più moderati i socialdemocratici di Smer-SD, di cui solo il 53% è contro la stretta agli aborti.

Attualmente in Slovacchia l’aborto volontario è legale per via chirurgica fino alla dodicesima settimana di gravidanza. Diversi parlamentari hanno dichiarato nelle ultime settimane di volersi occupare dell’argomento per cambiare le regole attuali con una legislazione che possa rappresentare un compromesso. Il vicepresidente di Smer-SD Juraj Blanarè favorevole a trovare un accordo in anticipo prima di preparare un emendamento comune con altri partiti, e lui stesso si è detto pronto a promuovere una legge costituzionale, sottolineando la necessità aiutare le donne incinte per far nascere il bambino e darlo in adozione, magari consentendo ai futuri genitori adottivi di pagare alle madri i costi associati alla gravidanza. Il capogruppo del partito di coalizione Most-Hid, Tibor Bastrnák, ginecologo, vuole persuadere i colleghi ad ascoltare di più gli esperti e le organizzazioni femminili, dicendo che tutto può essere discusso ma su questo tipo di questioni la politica dovrebbe entrare il meno possibile.

(Red)

Foto Engin_Akyurt CC0

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