Pellegrini: taglieremo il sostegno di disoccupazione a chi non vuole lavorare

Parlando oggi dopo una riunione del consiglio economico e sociale del governo, il primo ministro Peter Pellegrini ha detto che si dovrebbe prendere in considerazione l’idea di ridurre l’indennità di disoccupazione alle persone che non vogliono farsi assumere, come hanno già fatto alcuni dei paesi confinanti, tra cui l’Ungheria. Dovremmo iniziare «a fare più pressione su coloro che non vogliono lavorare, perché c’è una differenza tra quando lo stato offriva benefici sociali con il 18 o il 20% di disoccupazione, ed oggi che la situazione nel paese permette a chiunque voglia lavorare di trovare un posto di lavoro», ha detto il premier, spiegando che è arrivato il momento di combattere chi si rifiuta di lavorare perché trova più conveniente avere «una vita confortevole con i sussidi sociali».

In questo momento il governo deve occuparsi, insieme ai datori di lavoro, di come risolvere la mancanza di manodopera sul mercato. Secondo Pellegrini, per affrontare il problema va considerato il taglio dei sussidi a chi rifiuta un lavoro, un incentivo per il rientro in patria degli slovacchi che lavorano all’estero, che potrebbero «trovare un lavoro con un buon salario», oppure permettere di assumere lavoratori stranieri, dall’Ucraina o dalla Serbia, una operazione che andrebbe però tenuta sotto controllo e basata sulle necessità reali del paese.

In Slovacchia ci sono circa 150mila disoccupati, ma anche 100mila posti di lavoro vacanti, nota il ministro dell’Economia Peter Ziga. Questo vuol dire che «solo chi non vuole davvero lavorare oggi non ha un lavoro», secondo Ziga, che propone di limitare il sussidio di disoccupazione a tre mesi, periodo durante il quale i disoccupati dovrebbero trovarsi una occupazione. Terminato quel periodo, non riceveranno più i sussidi.

(Red)

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