Governo: le tre più alte cariche costituzionali avranno residenze di stato

Una proposta del ministero degli Affari esteri ed Europei approvata mercoledì dal consiglio dei ministri prevede la messa a disposizione dei tre principali rappresentanti costituzionali dello Stato – il presidente della repubblica, il presidente del parlamento e il capo del governo – di alloggi adeguati al loro status di più alte cariche della Repubblica Slovacca, con le caratteristiche opportune per essere utilizzati per la rappresentanza nel corso delle loro funzioni pubbliche.

Il governo ha ritenuto «importante e necessaria» questa decisione, che nei fatti vedrà il ministero degli Esteri gestire la questione dell’identificazione e preparazione delle residenze a partire dal prossimo mandato elettorale. I primi tre funzionari dello Stato avranno il diritto di utilizzare liberamente durante il loro mandato queste dimore, che saranno disciplinate da speciali contratti, attraverso il Servizi del Corpo diplomatico del ministero degli Esteri.

Quello di dotare i più alti rappresentanti del paese di residenze adeguate è un argomento dibattuto da tempo. Il ministro degli Esteri Lajčák ha ricordato che nel 1993, subito dopo l’indipendenza della Slovacchia, fu approvata una legge che contemplava la dotazione ai funzionari costituzionali di una sistemazione gratuita a un livello adeguato. Un problema che tuttavia fino ad oggi non è stato risolto, ha affermato.

L’anno scorso il presidente del Parlamento Andrej Danko aveva risollevato la questione e l’ex primo ministro Robert Fico (Smer-SD) dichiarava che era ora di trovare una soluzione una volta per sempre, garantendo in futuro al presidente, al primo ministro e al capo del parlamento tre residenze di proprietà statale per consentire loro di svolgere i propri compiti di rappresentanza.

Ad oggi, il presidente Andrej Kiska, la cui famiglia è rimasta a Poprad, vive durante la settimana in un appartamento diplomatico nella zona Borik, non lontano dal castello. In precedenza aveva affittato una villetta in località Ivanka pri Dunaj, a una manciata di chilometri da Bratislava, mentre nel weekend raggiunge i suoi famigliari nella città sotto i Tatra. In realtà il presidente della repubblica ha una sua villa presidenziale, posta in città sulla collina dello Slavin. La proprietà, acquisita dallo Stato nel 2000, e abitata soltanto dal presidente Schuster, è rimasta abbandonata nei dieci anni della presidenza Gašparovič, che preferì rimanere a vivere a casa sua a Limbach, vicino a Pezinok. Gašparovič reputava la villa non adatta agli scopi rappresentativi di un capo dello Stato, malgrado il fatto che Schuster vi ospitò anche visite ufficiali. Il fabbricato ha necessità di un complesso e costoso restauro che è stato più volte programmato ma non ancora portato a termine.

Robert Fico, nei suoi dieci anni da primo ministro, ha vissuto in affitto in un residence di lusso di proprietà di una società riconducibile all’imprenditore Ladislav Basternak, noto alle cronache per essere accusato di frode fiscale per diversi milioni di euro, cosa che gli è costata critiche accese dall’opposizione dovute all’opportunità di continuare a risiedere in quel complesso. Fico paga personalmente l’affitto dell’abitazione.

Il presidente del Consiglio nazionale, Andrej Danko, vive in un appartamento di lusso a Bratislava, che paga di tasca sua. L’attuale premier Peter Pellegrini, invece, ha comprato recentemente un nuovo appartamento nel progetto Zuckermandel sul Danubio, un immobile lussuoso che ha dovuto spiegare come sia stato in grado di pagare con le sue entrate.

(La Redazione)

 

Foto: il presidente Kiska con
il premier Pellegrini (prezident.sk)

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