Arriva a Bratislava la protesta dei trattori. Gli agricoltori dell’est vogliono i loro diritti

Il 18 giugno gli agricoltori della Slovacchia orientale hanno lanciato una protesta in tutta la Slovacchia, con l’organizzazione di una “marcia dei trattori” sulla capitale Bratislava, nella quale sono giunti ieri, mercoledì 20 giugno. La manifestazione vuole porre attenzione alle questioni che affliggono l’agricoltura slovacca, e in particolare i piccoli agricoltori, per i quali non è cambiato nulla nonostante siano passati oltre tre mesi dall’avvio dello stato di agitazione della categoria.

I trattori arrivano da diverse regioni della Slovacchia, le più lontane delle quali sono i distretti di Michalovce (regione di Kosice) e Bardejov (regione di Presov). Arrivati a Bratislava, i mezzi agricoli sono stati parcheggiati lungo il fiume Danubio, decisi a non muoversi fino a quando le richieste dei piccoli agricoltori non saranno soddisfatte. Loro sostengono che la legge slovacca protegge le grandi imprese del settore agroalimentare, ma non i piccoli imprenditori, che sono vesati da “gruppi di interesse più forti” che coltivano la terra dei proprietari stranieri e hanno protezioni a livello politico. Gli agricoltori in protesta affermato di aver subito intimidazioni, ricatti e violenze, oltre ad essere stati vittima di macchinazioni di quella che viene definita “una mafia legale” contro cui le autorità locali e statali sono “inattive”.

Tra gli ‘appuntamenti’ della Iniziativa degli agricoltori che ha organizzato la marcia c’era un incontro con il ministro dell’Agricoltura e dello Sviluppo rurale Gabriela Matecna (SNS), che alla fine non si è svolto perché non ci è accordati sul numero di agricoltori che avrebbero partecipato alla riunione. Matecna aveva dato la sua disponibilità a parlare con una piccola delegazione, ma i contadini insistevano per vedere il ministro tutti insieme, e si sono fermati davanti alla sede del ministero per protestare ed esprimere sfiducia nella ministra. Delle diciotto richieste fatte dagli agricoltori, ha detto Matecna, undici sono già state soddisfatte, mentre le rimanenti sono in parte oggetto di prossimi provvedimenti oppure sono irrealistiche, ha detto la ministra.

Prima di andare al ministero, gli agricoltori hanno incontrato il presidente Andrej Kiska, che ha promesso loro di tenere i suoi occhi suòòa realtà nel settore agricolo nazionale. Kiska ha evidenziato la necessità per il governo di occuparsi «onestamente e sensatamente» di rispondere alle richieste e ai problemi degli agricoltori slovacchi. La situazione nel settore agricolo in Slovacchia è seria, ha detto il presidente, che ha invitato le autorità a iniziare a far luce sui rapporti giuridici poco chiari riguardanti la proprietà e l’uso della terra, nonché la questione dei sussidi all’agricoltura. «Abbiamo bisogno di ripristinare lo stato di diritto nelle campagne», ha sottolineato Kiska riferendosi alle parole del Procuratore generale Ciznar, che sosteneva il fallimento delle autorità nel far rispettare la legge. Secondo Kiska, i sussidi devono andare solo a chi vuole davvero lavorare e dare lavoro nelle campagne. Il fatto è, ha evidenziato il capo dello Stato, che solo il 2% degli slovacchi sono occupati in agricoltura, mentre la media dell’UE è pari al 5%.

Tra le loro richieste vi sono ad esempio la formazione di un gruppo investigativo specializzato per esaminare i casi in cui gli agricoltori sono stati lesi, un cambiamento di politica per l’Agenzia di pagamento agricolo (PPA) nazionale, per far sì che paghi i sussidi solo agli agricoltori che possiedono il terreno coltivato o che l’hanno affittato con regolare contratto . Chiedono inoltre la creazione di regole eque e trasparenti per la distribuzione della terra a chi la lavora. I manifestanti affermano di voler portare alla luce un sistema che rinnega i piccoli e medi imprenditori agricoli, che in tutto il resto d’Europa sono altamente considerati come la base della produzione agroalimentare.

Brífing predsedu vlády P. Pellegriniho na 111. rokovaní vlády

FARMÁROV POČÚVAME A ICH STAROSTI RIEŠIME Dohodli sme sa s ministerkou vnútra Denisou Sakovou, že vytvorí špeciálny tím, ktorý sa začne venovať všetkým otvoreným kauzám, ktoré trápia našich poľnohospodárov. Pôjdu prípad po prípade, pod dozorom generálnej prokuratúry a budem sa pýtať na výsledky.

Uverejnil používateľ Peter Pellegrini 20. jún 2018

Il primo ministro Peter Pellegrini ha detto ieri dopo il consiglio dei ministri di essersi accordato con il ministro dell’Interno Denisa Sakova per« istituire una squadra speciale per affrontare tutti i casi aperti che i nostri agricoltori stanno affrontando». Si andrà caso per caso, sotto la supervisione della Procura generale, ha avvertito Pellegrini, che sarà lui stesso a chiedere i risultati di questa indagine.

(La Redazione)

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Foto prezident.sk

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