Arrestato Marián Kočner, controverso uomo d’affari fino ad oggi intoccabile

L’Agenzia nazionale anticrimine (NAKA) ha arrestato ieri l’imprenditore Marián Kočner per reati relativi a cambiali contraffatte e vari reati fiscali. L’ordine di arresto, di cui per primo ne ha dato notizia il sito del quotidiano Dennik N, è stato emesso dalla Procura speciale. Kocner è sospettato per la contraffazione di cambiali per un valore di 70 milioni di euro nei confronti del canale televisivo privato TV Markiza. La polizia ha avviato un’indagine nei suoi confronti in merito al reato di contraffazione e ai suoi tentativi di sfuggire alla giustizia. Al momento non sono state ancora sollevate accuse penali contro l’uomo d’affari. Kočner è poi accusato di reati finanziari relativamente a richieste di rimborso di IVA in seguito a trasferimenti immobiliari nel resort sciistico di Donovaly, nella Slovacchia centrale. Un investigatore dell’ufficio del Procuratore speciale farà ora alcuni passi iniziali per decidere in seguito se tenere o meno Kočner in custodia.

Dopo l’arresto, l’imputato si sarebbe sentito male ed è stato trasportato in ospedale dagli agenti della polizia criminale. Più tardi è stato riportato alla sede del Corpo di polizia. Nella questione delle cambiali è accusato in concorso con Kocner anche Pavol Rusko, ex coproprietario di TV Markiza ed ex ministro dell’Economia, che è stato convocato in una stazione di polizia ieri pomeriggio e si deve presentare di nuovo questa mattina per essere interrogato dagli investigatori. Rusko aveva ammesso in febbraio in tribunale di avere firmato quattro cambiali, dicendo che se non l’avesse fatto TV Markiza non si sarebbe salvata.

ZÁSAH NAKA: ZADRŽANÝ M.K.Môžeme potvrdiť, že na základe vydaného pokynu dozorovým prokurátorom bola policajtmi NAKA…

Uverejnil používateľ Polícia Slovenskej republiky 20. jún 2018

Il nome di Kocner è ben noto in tutti gli ambienti economici, finanziari e della cosiddetta “alta società” in Slovacchia. Potente uomo d’affari connesso con il potere, il suo nome apparve nelle cosiddette liste di mafia degli anni ’90, quando i confini tra politica, affari e criminalità organizzata non erano così netti. Tra le sue caratteristiche c’è una forte aggressività nei confronti di media e giornalisti, e per il controverso businessman le intimidazioni erano pane quotidiano. Il giornalista investigativo Jan Kuciak, ucciso a sangue freddo nella sua casa a febbraio insieme alla fidanzata, si era occupato di lui e si era rivolto alla polizia dopo essere stato da lui minacciato. «Comincerò a interessarmi, signor Kuciak, a sua madre, a suo padre, ai suoi parenti, e pubblicherò tutto ciò che trovo su di lei, signor Kuciak», aveva detto Kocner a Kuciak. Per questo, nei giorni immediatamente successivi alla scoperta dei corpi, Kocner era stato sentito dalle autorità di polizia, che tuttavia non avevano fatto nulla dopo la denuncia. Un altro giornalista, Adam Valček di Sme, che aveva scritto del caso Technopol, una truffa milionaria risalente al 1992 in cui Kocner era tra i protagonisti, aveva denunciato minacce alla sua persona alla Procura generale. Kocner gli aveva accennato in una email a informazioni strettamente personali sulla vita privata e la sua salute che non erano di dominio pubblico, col chiaro intento di mettero a tacere. Un anno fa l’inchiesta che lo vedeva accusato di frode fiscale nelle transazioni del complesso turistico di Donovaly, sulle montagne dei Bassi Tatra, è stata chiusa senza addebiti. perché il fatto «non costituisce reato». Marian Kocner è anche coinvolto nell’affare Five Star Residence, il complesso di appartementi di lusso a Bratislava che ha visto accusare di frode fiscale Ladislav Bašternák.

Questa infografica di Sme.sk illustra tutti i casi in cui Kocner è sospettato di aver commesso crimini, anche se la giustizia fino ad ora non si è praticamente mai occupata di lui. Complice anche la sua vicinanza all’ex Procuratore generale Dobroslav Trnka, che è sospettato di non avere agito almeno nel caso della presunta truffa Glance House.

L’uomo, per tanti anni considerato un intoccabile, è stato troppo a lungo definito erroneamente “imprenditore”, scriveva di lui ieri il settimanale .tyzden in un fondo a firma Eugen Korda. In realtà le sue imprese hanno successo soprattutto nel campo della frode ed estorsione, scrive Korda. «Tutti sapevamo che era un uomo pericoloso e sporco, che era disposto a tutto per difendere i suoi interessi, anche la polizia e la magistratura lo sapevano». Ma era coperto dai piani alti, perfino dall’ex Procuratore generale che gli ha coperto le spalle e fornito informazioni che gli hanno permesso di mettere a tacere molte persone. E Trnka non era certo l’unico a partecipare al banchetto.

Kocner aveva iniziato una causa contro Markiza per ottenere il pagamento di 43 milioni di euro di cambiali firmate presumibilmente nel 2000 da uno degli ex proprietari della televisione, Pavol Rusko, recentemente arrestato per il tentato omicidio della propria ex socia nella tv. Ma gli avvocati di Markiza affermano che le cambiali sono false e che non sono state firmate nel 2000. A gennaio di quest’anno hanno denunciato sia Kocner che Rusko per contraffazione. Gli agenti di NAKA hanno iniziato ad occuparsi dell’indagine nel mese di maggio. Sono tre le situazioni in cui sono sbucate queste cambiali controverse: in due casi si tratta di una somma pari a 8,5 milioni di euro, e nel terzo caso si tratta di 26 milioni di euro. Un quarto pacchetto di cambiali per altri 26 milioni riguardava un caso giudiziario che è stato sospeso da un tribunale.

Il partito di opposizione Libertà e Solidarietà (SaS) ha espresso soddisfazione per l’azione della giustizia, considerando il fermo di Marian Kocner come un passo verso la purificazione del paese dall’ingiustizia e dall’arroganza del potere. La salute della giustizia in Slovacchia, tuttavia, dipenderà in modo particolare dagli ulteriori passi presi in questo caso dalle autorità. Questo risultato «è il lavoro di onesti agenti di polizia, pubblici ministeri e altre persone che hanno aiutato. Ora ci sarà una grande battaglia se [Kocner] rimarrà o no in prigione e sarà punito adeguatamente», ha dichiarato il deputato Jozef Rajtar. A suo parere, Kocner è solo uno dei tanti uomini d’affari che dovrebbero seguirlo dietro le sbarre.

(La Redazione)

Foto tvnoviny.sk

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