Le imprese respingono la proposta di aumento a 635 euro del salario minimo

Le imprese della Confindustria slovacca (AZZZ) rigettano la proposta dei sindacati di alzare il salario minimo a 635 euro lordi per l’anno prossimo, giudicandolo assolutamente irrealistico e del tutto legato dalla realtà dell’economia. Il presidente di AZZZ Tomas Malatinsky ha detto ieri che un balzo dagli attuali 480 euro a 635, vale a dire di oltre il 32%, sia improponibile per qualsiasi tavolo di discussione; una posizione che è condivisa anche da altre organizzazioni di datori di lavoro, come l’Associazione dei medici privati ​​e l’Associazione degli ospedali slovacchi. Diverso sarebbe se la proposta fosse legata alla crescita media delle retribuzioni, con soluzioni graduali che suggeriscano aumenti tollerabili nel corso di un certo numero di anni.

Secondo alcuni economisti, il salario minimo ha un impatto chiave sui salari nel settore pubblico, un argomento sul quale il governo ha atteso diverso tempo per agire dopo l’ultimo aumento, e oggi alcuni stipendi nell’amministrazione pubblica sono rimasti indietro anche rispetto al salario minimo. Già nel 2018 l’aumento del salario minimo del 10,34% è stato il più alto degli ultimi due anni, superiore alla crescita media dei salari nell’economia slovacca.

Nella discussione sul salario minimo tra le parti sociali sono ora attese le controproposte dei datori di lavoro. Se non si trova un accordo con le organizzazioni sindacali entro l’estate, sarà il ministero del Lavoro a muoversi con la sua proposta di aumento, che a quel punto diverrà disegno di legge.

(Red)

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