Giornata mondiale del rifugiato: sempre meno le domande di asilo in UE

ROMA\ aise\ – Secondo nuovi dati pubblicati oggi dall’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO) in occasione della Giornata mondiale del rifugiato (20 giugno), emerge che nel 2018 è proseguita la tendenza a una significativa riduzione delle domande di asilo. In particolare, nei primi quattro mesi di quest’anno, in Norvegia e Svizzera si sono registrate 197 mila domande di asilo, un numero inferiore rispetto allo stesso periodo negli ultimi tre anni.

Già nel 2017 si era assistito ad un calo significativo, con un totale di 728.470 arrivi nell’arco dell’anno, il 44% in meno rispetto al 2016. Nel 2018 i principali paesi di origine dei richiedenti si sono riconfermati essere, la Siria, l’Iraq e l’Afghanistan: Approssimativamente il 15% dei richiedenti proveniva dalla Siria, con l’Iraq in seconda posizione e l’Afghanistan in terza; ciascuno rappresentava il 7% delle richieste nell’UE+. Questi tre paesi erano seguiti da Nigeria, Pakistan, Eritrea, Albania, Ban- gladesh, Guinea e Iran.

Nei paesi vicini alla Siria – Iraq, Giordania, Libano, Turchia, Egitto e altri paesi nordafricani – l’UNHCR ha indicato che il numero di rifugiati siriani registrati alla fine del 2017 ammontava a circa 5,5 milioni. Nel 2017, analogamente al 2016, un po’ più dei due terzi di tutti i richiedenti erano uomini e un terzo erano donne. Metà dei richiedenti rientrava nella fascia di età compresa tra i 18 e i 35 anni e quasi un terzo erano minori.

Complessivamente nel 2017 sono state revocate circa 99 205 richieste nei paesi dell’UE+, una riduzione considerevole pari al 41% rispetto al 2016, anno in cui sono state revocate 168 195 richieste. La percentuale delle richieste revocate rispetto al numero totale delle richieste presentate nell’UE+ è stata del 14%, una proporzione simile agli anni precedenti.

Leggi:
Giornata mondiale del rifugiato. I numeri dell’UNHCR

Il maggior numero di richieste in attesa di una decisione riguardavano cittadini afghani, siriani e iracheni. Alla fine del 2017, il maggior numero di procedimenti pendenti (443 640) si registrava ancora in Germania. Tuttavia il volume è diminuito di oltre un quarto rispetto al 2016. L’Italia ha continuato a essere il secondo paese UE+ in termini di procedimenti pendenti, mentre si è registrato un aumento considerevole in Spagna e in Grecia.

(aise)

Foto Brqnetwork CC BY
EU DG Echo cc by nc nd

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