Gli Stati Uniti escono dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu

Questo organo ha approvato più di 70 risoluzioni contro Israele e soltanto sette cono l’Iran”. Queste le parole dell’ambasciatrice Usa all’Onu Nikki Haley, un leitmotiv che è andata più volte ripetendo durante le ultime settimane. Così, martedì 19 giugno 2018 passerà agli annali come il giorno in cui gli Stati Uniti d’America (per la seconda volta) sono usciti dal Consiglio dei diritti umani dell’Onu, sbattendo la porta.

E se le parole della Haley risuonano ancora nella hall della sede Onu di Ginevra, l’affondo del segretario di Stato americano Mike Pompeo non è da meno: “facciamo un passo indietro perché non vogliamo rimanere parte di un’organizzazione ipocrita”.

Inoltre, ha sottolineato l’ambasciatrice Usa, il Consiglio per i diritti umani “è protettore di chi viola i diritti umani e un pozzo nero di pregiudizi politici”. Stilettate a non finire, che sono diventate sempre più taglienti da quando il Congo è stato ammesso nel Consiglio e da quando, secondo il parere di Washington, l’organo Onu non è stato in grado di sanzionare le violazioni in Iran e in Venezuela.

Impegni garantiti
Gli Usa continueranno a onorare gli impegni presi, lo ha sostenuto Pompeo che però non ha lesinato altre critiche, citando la Cina, Cuba, l’Egitto e la Russia che, secondo il segretario di Stato, minano qualunque sforzo fatto in nome dei diritti umani.

Tutto questo mentre i media internazionali riportano le storie di 2mila bambini messicani separati dai genitori entrati illegalmente nel territorio americano.

Cronaca di un’uscita annunciata
Se i pareri dei diplomatici americani non lasciavano presagire nulla di buono, va ricordato che a settembre del 2017, quando il presidente americano Donald Trump ha fatto la sua prima apparizione all’Onu, ha sostenuto che la burocrazia rende l’Organizzazione e i suoi organi “un club in cui la gente si incontra e discute”. Ancora prima, e siamo a febbraio del 2017, l’Indipendent aveva annunciato le intenzioni di Trump.

Le reazioni
L’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu ha salutato con favore la decisione di Trump, definendola coraggiosa. Di parere inverso l’Unione europea, convinta che l’uscita dal Consiglio possa minare l’immagine degli Usa nel panorama della democrazia e del sostegno dei diritti umani.

Il precedente
Nel 2006 il presidente americano George W. Bush aveva escluso gli Usa dal Consiglio dei diritti umani, a cui hanno fatto ritorno solo nel 2009, durante i primi mesi dell’amministrazione Obama.

(Giuditta Mosca, Wired.it cc by nc nd)

Foto Mark K. cc by nc

Foto pixabay CC0

1 Commento

  1. Hanno fatto bene ad uscire, l’ organismo in questione non è’ mai stato imparziale.L’ ONU è’ comunque una struttura disomogenea,con valori diversi (morali e politici) e subisce pressioni per questioni di “business).

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