Pellegrini: i jet da combattimento “sono una cosa seria”, non decideremo adesso

Per la fine di giugno era attesa la decisione sul modello di aerei da combattimento per l’aviazione slovacca che dovranno sostituire i vecchi MiG russi. Lo aveva ricordato alcuni giorni fa alla Radio Slovacca il ministro della Difesa Peter Gajdos (Partito nazionale slovacco / SNS), dicendo che la scelta per i 14 velivoli sarà fatta tra gli F-16 americani e i jet Gripen svedesi. Ma nei giorni successivi una polemica sul contenuto delle due offerte, quelle di Lockeed sostenuta dal Congresso Usa e quella della svedese Saab, che è sponsorizzata da Stoccolma, ha visto fuochi d’artificio con botta e risposta proprio tra il produttore svedese e il ministro. Tanto da far decidere il premier slovacco Peter Pellegrini questa mattina di calmare gli animi rimandando la scelta degli aerei a tempi meno bollenti.

Ma andiamo per ordine. Come abbiamo scritto più volte, degli JAS-39 Gripen si parla da diversi anni. Il precedente ministro della Difesa Martin Glvac (Smer-SD) pareva chiaramente indirizzato verso gli aerei svedesi della Saab, che peraltro sono in dotazione anche dell’aviazione ceca con cui gli slovacchi hanno un accordo per la sorveglianza congiunta dello spazio aereo comune. Diverse erano state allora le valutazioni della questione, e si era dato l’ok ai negoziati con la Svezia per un noleggio dei caccia supersonici di lungo termine. Ma solo di recente, con il ministro Gajdos, è spuntata l’alternativa statunitense, e diversi media hanno scritto che Gajds aveva già deciso di comprare gli aerei americani prodotti dalla Lockheed Martin, un affare da 1,4 miliardi di euro. La questione andava di pari passo con un sospetto di favoreggiamento per aziende vicine al partito SNS che fanno la manutenzione dei MiG, per le quali si prospettava un altro quinquennio di contratto per 250 milioni di euro fino al 2023. Gli F-16 infatti non potrebbero essere consegnati prima di quella data.

Per contrastare questo andazzo, e aggiudicarsi la commessa, gli svedesi hanno poche settimane fa offerto alla Slovacchia la possibilità di creare centinaia di posti di lavoro in un nuovo centro di assistenza Saab che andrebbe ad assicurare la manutenzione dei jet per la Slovacchia e non solo, dando un contributo importante in termini di benefici economici nel lungo termine. Si tratterebbe di 500 nuovi posti di lavoro «altamente qualificati nel settore armamenti» che spunterebbero nel nascente Gripen Support Center, un offerta ovviamente valida solo se il paese acquista i suoi aerei.

Il ministero, aveva detto Gajdos sabato, ha elaborato le due offerte e la proposta al consiglio dei ministri sarà fatta entro fine giugno, dopo un passaggio al consiglio di sicurezza nazionale. L’ex ministro della Difesa (2010-2012) Lubomir Galko (SaS) accusa Gajdos di aver messo in piedi una farsa, dato che la scelta in realtà sarebbe già stata fatta da tempo, a favore degli F-16. I Gripens costano meno, dice Galko, anche se ammette che gli aerei americani sono più moderni e migliori in combattimento. La questione è, però, in quale combattimento la Slovacchia avrebbe intenzione di usarli, ha chiosato. In ogni caso, «non ci aspettiamo che ci sarà una vera e propria gara di appalto per il loro acquisto», come già successo di recente per i veicoli corazzati e per i radar per l’esercito, ha sottolineato Galko. Il ministro ha accusato l’opponente di falsità, dato che tutti i materiali concernenti l’affare sono secretati, e lui non può avervi avuto accesso. Quando Galko ha rammentato l’offerta allettante della Saab di costruire un centro manutenzione che darebbe lavoro a 500 persone, il ministro ha negato che tale struttura sia stata inserita nella proposta ufficiale di Saab al governo, che dunque tra le varie componenti a favore dei Gripen non è in grado di valutare l’impatto della creazione di centinaia di posti di lavoro.

Piccata, l’azienda svedese ha risposto a breve giro alle affermazioni del ministro, spiegando in una nota scritta che la proposta fatta al ministero della Difesa slovacco l’anno scorso include la costruzione di un centro logistico di supporto Gripen in Slovacchia. Il documento è stato consegnato ufficialmente di persona al Ministero della Difesa slovacco il 26 ottobre 2017, ha comunicato Saab.

Questa mattina la gelata del primo ministro Peter Pellegrini (Smer-SD): il consiglio dei ministri non deciderà l’acquisto di aerei militari da combattimento nel mese di giugno, ha dichiarato, spiegando che non è un tema così urgente da dover necessariamente essere chiuso entro una settimana. Il premier ha anche detto di avere chiesto al ministro Gajdos di preparare una comparazione delle due offerte, in modo da rendere più semplice una decisione ai ministri che non hanno famigliarità con la questione, e di togliere di mezzo tutti i dubbi relativi alla procedura di selezione e di acquisto. A decidere sulla commessa, ha rivendicato Pellegrini, non sarà il ministro della Difesa ma l’intero governo. Non si tratta di comprare carta igienica per qualche ufficio, ma «di un investimento di miliardi di euro: è una cosa seria e io, come primo ministro, la tratterò con la dovuta serietà». Nelle sue parole Pallegrini ha lasciato aperta la questione di quando arriverà sul tavolo dell’esecutivo: forse prima della pausa estiva, o forse anche al rientro.

(Red)


Foto pixabay CC0

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