Smer: i candidati alla presidenza rinuncino a segreto fiscale

Il partito Smer-SD vuole modificare la legislazione che regola le elezioni presidenziali. Vuole che i candidati che fanno campagna per la presidenza della repubblica siano obbligati a rinunciare alla riservatezza fiscale, come ha detto venerdì il capo del partito Robert Fico in una conferenza stampa.

Il progetto di emendamento sarà presentato in Parlamento a settembre dai deputati di Smer-SD. Prevede che i candidati alla presidenza presentino una dichiarazione firmata con la quale rinunciano al segreto fiscale durante la campagna elettorale. Se non lo fanno, ha detto Fico, «non potranno essere registrati come candidati». Il giorno dopo le elezioni la riservatezza fiscale dei candidati verrà ripristinata.

Fico ha detto che l’iniziativa nasce dai problemi fiscali evidenziati del capo dello Stato in carica Andrej Kiska, la cui condotta Fico ha descritto come amorale e squalificante. Vogliamo evitare che accada qualcosa di simile anche in futuro, ha affermato: «un truffatore fiscale non può essere eletto alla presidenza del paese». Kiska, ha ricordato Fico come emerso lo scorso anno, ha tentato di farsi rimborsare un quinto delle spese della sua campagna dalle casse dello Stato attraverso un rimborso IVA. Il caso è, secondo il leader socialdemocratico, un caso esemplare in cui i media usano due pesi e due misure: «Mi chiedo cosa avreste fatto se io avessi richeisto un rimborso IVA ingiustificato o presentassi 12 dichiarazioni fiscali rettificate. Probabilmente non sarei ancora vivo», ha commentato Fico.

La misura è stata accettata da Bela Bugar, capo del partito della coalizione Most-Hid, che è candidato alle presidenziali, e il presidente dell’altro partito di maggioranza SNS, Andrej Danko, ha detto di volere una campagna presidenziale trasparente, e si è detto sorpreso che già oggi, a un anno dalle elezioni, ci sono già cartelloni pubblicitari il cui finanziamento è misterioso. Secondo Danko, l’ideale sarebbe se le spese per le campagne alla presidenza fossero sottoposte a controllo pubblico «e ogni fonte di finanziamento fosse resa nota».

Il deputato Milan Krajniak di Sme Rodina, anch’egli candidato alla presidenza 2019, si dice pronto a sostenere la mozione di Smer-SD, ma vorrebbe modificare il disegno di legge per applicare la norma anche a tutti i membri del governo e ai legislatori.

Sulla stessa linea il partito di opposizione OLaNO, che è favorevole alla pubblicazione degli affari fiscali dei candidati presidenziali, ma imporrebbe la trasparenza fiscale anche a tutti coloro che vogliono entrare in politica. Il leader di OLaNO Igor Matovic contesta l’iniziativa di Fico se crede, dice lui, che il più grande pericolo per la Slovacchia siano gli ex-uomini d’affari che diventano presidente. «Il pericolo maggiore per la politica slovacca sono invece le persone come Fico e Robert Kalinak (Smer-SD), che nascondono la loro proprietà dietro prestanome e fanno affari con rei di frode fiscale e abitano nei loro appartamenti».

Anche secondo Richard Sulik, presidente del maggior partito di opposizione Libertà e Solidarietà (SaS), Fico non ha titolo per fare tali proposte, dati i suoi trascorsi con persone di fama molto dubbia. Il suo in realtà è un semplice tentativo di attaccare il presidente Kiska.

(La Redazione)

Foto soniabelviso cc by

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