Italiani all’estero: i dossier che attendono il nuovo sottosegretario

ROMA /focus/aise/ – Sono Emanuela Claudia Del ReManlio Di Stefano, Ricardo Merlo e Guglielmo Picchi i quattro sottosegretari al Ministero degli Esteri nominati dal Consiglio dei Ministri. Due di loro, Picchi e Merlo, rappresentano un preciso riferimento per le comunità italiane all’estero, che li hanno mandati in Parlamento, Merlo per 4 volte e Picchi per i primi tre mandati (2006/2018), e per l’ultimo eletto in Toscana. Sono un punto di riferimento importante, visto che Ricardo Merlo è anche il titolare della delega per gli italiani all’estero; Guglielmo Picchi, poi, in quanto consigliere per gli affari esteri del leader della Lega Salvini, potrà lavorare per rendere più centrale la questione italiani all’estero. I due sottosegretari saranno un riferimento importante soprattutto perché conoscono bene i problemi dei nostri connazionali all’estero, di cui dovranno occuparsi, Merlo per competenza diretta e Picchi come “sponsor politico”. Vediamoli un po’ sinteticamente.

Voto all’estero. Non è il primo nè il più urgente dei problemi degli italiani all’estero ma è, tuttavia, l’unico di cui il premier Giuseppe Conte ha fatto cenno nel suo discorso programmatico. Oggi all’estero si vota per corrispondenza e in tanti hanno espresso perplessità sulla sicurezza, la segretezza e la titolarità del voto, nel senso di certezza dell’identità di chi lo ha espresso. Ma, dicevo, non è al momento la questione più urgente, visti anche i risultati ottenuti nella consultazione del 4 marzo, in cui la direzione italiani all’estero della Farnesina è riuscita a far votare gli italiani in oltre 100 paesi del mondo con un apprezzabile tasso di partecipazione e un sufficiente grado di sicurezza.

CGIE/Comites. Oltre alla rappresentanza parlamentare, vengono eletti anche i Comitati degli Italiani all’estero – COMITES – sempre con suffragio diretto, sempre per corrispondenza. Assemblee nazionali di questi Comites eleggono poi i membri del Consiglio generale degli italiani all’estero CGIE. I Comites sono regolati da una legge dell’ottobre 2003 mentre, il CGIE è stato istituito con una legge del 1989, ed i suoi 94 membri sono diventati 63 con una legge del 2014. Un articolato di riforma complessiva di Comites e CGIE è stata approvata dall’assemblea plenaria del CGIE di dicembre 2017 ed è i attesa di un Governo che se ne occupi.

Associazionismo. Sempre sul piano generale, sul tavolo del nuovo governo trova posto anche la questione del rilancio dell’associazionismo all’estero. Si tratta di individuarne un nuovo ruolo alla luce soprattutto della globalizzazione e dei nuovi strumenti di comunicazione. Un cammino è stato avviato dal FAIM, Forum delle Associazione Italiane nel Mondo, e necessita di un primo confronto con il governo.

Rete Consolare. E veniamo, così, ai temi sensibili. La rete consolare italiana ha bisogno di essere potenziata in risorse umane, risorse strumentali e risorse finanziarie. Di fronte alle nuove esigenze, ai nuovi strumenti e alle nuove procedure per assistere gli italiani che vivono nel mondo la direzione italiani all’estero ha avviato una serie di progetti che trovano nella digitalizzazione dei consolati la loro piattaforma di sviluppo. Una piattaforma che apre la strada alla possibilità di fornire nuovi servizi per esigenze nuove. E la via digitale, tuttavia, necessita di un convinto appoggio da parte dell’esecutivo. D’altra parte i problemi che le collettività italiane chiedono di poter risolvere sono quelli di tutti i giorni e vanno dal lavoro alla pensione, dal rapporto con il fisco a quello con l’anagrafe, della scuola e della formazione, dal passaporto all’assistenza nelle emergenze. Un consolato con cui si possa comunicare con un semplice clic non può essere più un’illazione tecnologica ma deve essere uno strumento concreto a disposizione di tutti, ovunque ci si trovi.

Sono, questi, solo alcuni dei dossier che attendono risposte sul tavolo del prossimo sottosegretario con delega per gli italiani. Molto meglio, dunque, se chi li dovrà leggere conosce bene di cosa parlano.

(focus/aise)

Foto Montecitorio cc by nd

Foto palazzochigi cc-by-nc

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1 Commento

  1. La cosa peggiore del voto all’estero è che puoi votare solo i partiti della circoscrizione estera. Invece un iscritto Aire è iscritto al proprio comune e quindi dovrebbe poter votare i partiti della propria circoscrizione

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