Mihok (SOPK): l’euro ha aiutato la Slovacchia ad attirare più investimenti

Secondo il presidente della Camera di commercio e industria slovacca (SOPK) Peter Mihok, l’introduzione della valuta euro in Slovacchia il 1° gennaio 2009 è stata una pietra angolare del successivo sviluppo economico del paese, e un riconoscimento del rendimento dell’economia slovacca e delle sue prospettive positive per il futuro. Ma anche una nota di elogio per la politica di bilancio del governo slovacco, che è riuscito a soddisfare i criteri di Maastricht.

Mihok ne ha parlato in occasione del decennale della decisione presa dalla Commissione europea sullo stato di preparazione della Slovacchia per adottare la moneta unica il 1° gennaio dell’anno successivo. A suo parere l’adesione del paese all’Eurozona ha avuto effetti decisamente positivi sull’economia slovacca, che è divenuta significativamente più attraente per gli investitori stranieri. Fu la scelta giusta, ha detto egli sabato, ricordando i suoi benefici sia per le imprese che per le persone, che hanno superato «di gran lunga i lati negativi».


La “livrea” indossata dieci anni fa dalla torre della Banca Nazionale Slovacca (NBS) in vista dell’adozione dell’euro

Del resto, gli analisti economici pensano che tornare indietro, alla corona slovacca, avrebbe effetti estremamente costosi e dolorosi per l’economia nazionale, con una significativa svalutazione della valuta e una frenata alla crescita economica. Tra i costi difficilmente preventivabili di una uscita dall’euro ci sarebbero anche da conteggiare i debiti verso le istituzioni della zona euro, che dovrebbero essere ripagati in valuta euro, a quel punto rivalutati di una percentuale ad oggi indefinibile.

(Red)

Foto sopk.sk
Wizzard CC0

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