Corea del Nord: la denuclearizzazione durerà almeno 15 anni

L’accordo di Sentosa tra Kim Jong-un e Trump segna l’inizio di un processo che richiederà tempo, capacità e fiducia. Non vanno smantellate solo le testate

Martedì 12 giugno il leader nordcoreano Kim Jong-un e il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump si sono incontrati sull’isola di Sentosa, a Singapore, per togliere il manto di gelo che ricopre i rapporti tra le due nazioni. Lo sbrinamento passa attraverso la denuclearizzazione della Corea del Nord, che da anni sta tenendo il mondo con il fiato sospeso grazie al proprio arsenale missilistico, più volte messo alla prova senza le necessarie autorizzazioni internazionali.

Nei primi 9 mesi del 2017 Pyongyang ha disposto 24 test missilistici e uno nucleare. Inoltre la tecnologia balistica a disposizione della Nordcorea è cresciuta, i missili Hwasong-13 e Hwasong-14 sono in grado, con una gittata fino a 10mila chilometri, di raggiungere la costa ovest degli Stati Uniti.

I tempi dello smantellamento

Trump non vuole soltanto che la Nord Corea proceda allo smantellamento delle 20 testate nucleari (stimate) di cui è in possesso, vuole invece la totale denuclearizzazione del paese, inclusi i programmi di ricerca (noti e non noti) in essere, oltre a tutte le tecnologie necessarie alla realizzazione di ogive nucleari e al trattamento dell’uranio e del plutonio.

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Secondo l’istituto internazionale indipendente svedese Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), la Corea del Nord possiede un numero di testate nucleari compreso tra 10 e 20 unità. Si tratta di una stima perché Pyongyang non è molto propensa a rendere pubblico il dato. Il Centro per gli studi strategici e internazionali di Washington (Csis) ritiene che ci vogliano almeno 15 anni a smantellare, non solo le testate, ma tutte le infrastrutture e le tecnologie; previsione che (come riportato dal sito datajournalism.it) è stata confermata anche da esperti cinesi.

La situazione nel mondo
Secondo i dati resi disponibili dal Sipri, nel 2017 la Russia e gli Usa erano le maggiori potenze nucleari. Molte informazioni sono però stimate, altre del tutto assenti.

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Perché è importante il processo di denuclearizzazione
Contribuisce alla distensione delle relazioni tra nazioni, con tutte le ricadute positive economiche e sociali che dipendono dai buoni rapporti internazionali. Questo ammorbidimento dei toni è quanto mai necessario, se si considera che nel 1983 il mondo ha rischiato una guerra nucleare quando, durante il mese di novembre, gli Usa e gli alleati Nato hanno condotto delle esercitazioni militari nel quadro del programma Operation Able Archer tanto reali da avere convinto la Russia di essere minacciata e di valutare l’ipotesi di una contromossa bellica. Nel mese di luglio del 2017, poi, in seguito all’ennesimo test balistico di Pyongyang, il Pentagono ha riferito di non volere attaccare la Corea del Nord per scongiurare il rischio di escalation.

(Giuditta Mosca, Wired.it cc by nc nd)

Foto UNC-CFC-USFK cc by

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