Cos’è il regolamento di Dublino, e perché l’Italia lo vuole cambiare

Il regolamento di Dublino (formalmente si chiama “Regolamento UE n. 604/2013” oppure Regolamento di Dublino III) è un regolamento dell’Unione Europea che stabilisce «i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide».

Quando è stato approvato?
E’ stato approvato nel giugno 2013 ed è entrato in vigore subito dopo, il 19 luglio dello stesso anno. 

Cosa contiene?
Il regolamento mira a «determinare con rapidità lo Stato membro competente» per la domanda di asilo e prevede il trasferimento di un richiedente in tale Stato membro. Il punto al centro della questione internazionale è, secondo il regolamento, lo Stato membro competente all’esame della domanda d’asilo sarà lo Stato in cui il richiedente asilo ha fatto il proprio ingresso nell’Unione europea. E a causa della propria collocazione geografica, l’Italia ritiene in questo di essere svantaggiata. Inoltre, se una persona che presenta istanza di asilo in un paese dell’Ue attraversa illegalmente le frontiere verso un altro Paese, deve essere riconsegnata al primo stato. 

L’Italia è l’unica a criticare questo sistema?  
Apparentemente no: secondo il Consiglio europeo per i rifugiati e gli esuli e l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati , il sistema attuale non riesce a fornire una protezione equa, efficiente ed efficace. È stato dimostrato in diverse occasioni da entrambi gli enti che il regolamento impedisce i diritti legali e il benessere personale dei richiedenti asilo, mentre conduce a una distribuzione ineguale delle richieste tra gli Stati membri.

(Fonte La Stampa, cc by nc nd)

Foto ec.europa.eu

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