Ministro Kazimir: la nostra industria dell’auto non rischia di finire come Detroit

Su domanda specifica di un deputato nel corso di un question time parlamentare, il ministro delle Finanze Peter  Kazimir ha affermato che la Slovacchia non rischia di finire (male) come Detroit, perchè qui il settore dell’automobile è troppo diversificato perché ciò avvenga. Del resto, ha spiegato Kazimir secondo il settimanale Trend, «l’industria dell’auto è il nostro destino: l’abbiamo scelta nel corso della trasformazione della nostra economia negli anni ’90». Da «produttori di armi e prodotti invendibili, ci siamo trasformati in uno dei leader tra i costruttori di automobili. Non è vero che siamo «soltanto un reparto assemblaggio, siamo invece una rete di quasi 400 fornitori dell’industria automobilistica: dai pneumatici, a tutto ciò che riguarda la produzione metallurgica, fino a componenti elettrici, navigatori e innovazioni».

Il parlamentare Ondrej Dostal di Libertà e Solidarietà (SaS) teme che una eccessiva concentrazione nel settore dell’automotive in tempi in cui si parla di dazi imposti da alcuni paesi (USA) sulle automobili potrebbe comportare dei rischi nel medio termine, e dare grossi problemi al paese. Ma secondo Kazimir, anche nel peggiore dei casi di una guerra commerciale scatenata dagli Stati Uniti di Donald Trump contro il resto del mondo sui dazi alle importazioni di automobili straniere, l’impatto di tale azione sull’economia slovacca sarebbe trascurabile. «Non più dello 0,05-0,12% del PIL» nazionale, ha detto.

Nel complesso, al contrario di quanto faceva Detroit ai tempi d’oro, quando era nota nel mondo per essere la patria dell’automobile, la Slovacchia è attiva sul mercato globale e le sue case automobilistiche sono attori della concorrenza internazionale. E questi, insieme a una esportazione in molti paesi del mondo e alla diversificazione di marchi e segmenti di mercato, sono «fattori che rendono efficiente la nostra produzione», ha evidenziato il ministro.

(Red)

Foto eu2017ee cc by

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