Siamo meno intelligenti dei nostri genitori

Il punteggi del Qi sono calati nelle ultime generazioni, a partire dai nati negli anni ’70. Mentre nei 30 anni precedenti erano in crescita. Ecco le ragioni del cosiddetto effetto Flynn negativo

Elaborare modelli, pensare in astratto, capire gli altri, avere nuove idee: sono solo alcune delle abilità mentali e psichiche che costituiscono l’intelligenza. Tutte abilità che oggi sembrano essere in calo, fra le nuove generazioni, almeno stando ad una vasta analisi dei test del quoziente intellettivo (Qi). Lo studio è stato condotto da due ricercatori del Centro Ragnar Frisch per la ricerca economica in Norvegia, Bernt Bratsberg e Ole Rogeberg, che hanno esaminato un ampio campione di dati del quoziente intellettivo di giovani militari in Norvegia, per un periodo di quasi 40 anni. I risultati sono pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America.

I ricercatori hanno studiato i punteggi Qi di 730mila giovani uominimisurati in occasione della visita di leva per il servizio militare norvegese nel periodo dal 1970 al 2009. Il campione è stato suddiviso in due sottogruppi di età, i ragazzi nati fra il 1962 e il 1975 (che entravano come nuove leve dal 1970 al 1993) e quelli più giovani, nati fra il 1975 e il 1991 (con punteggi misurati dal 1993 al 2009).

Ebbene, in media i valori del quoziente intellettivo di questi ultimi partecipanti erano più bassi di circa 7 punti passando da una generazione all’altra. Fra i nati a metà degli anni ’70, che oggi hanno 43 anni, e i ragazzi nati nel 1991, che oggi hanno 27 anni, ci sono più di 5 punti di differenza.

Per capire le ragioni dell’inversione del trend negli ultimi anni, gli autori sono tornati al passato e hanno analizzato il cosiddetto effetto Flynn, osservato più di 30 anni fa dal ricercatore newzelandese, James Robert Flynn.

Tale effetto consiste nell’aumento progressivo e costante, nella seconda metà del ‘900, del valore del quoziente intellettivo medio. In quel caso, l’incremento era stato spiegato con i miglioramenti nella sfera della salute, dell’alimentazione e dell’educazione. Così, alcuni pensavano che si potesse andare sempre avanti, scalando una montagna – quella dell’intelligenza – infinitamente alta. Invece, potremmo aver già raggiunto la vetta ed aver iniziato la discesa.

Ma perché i ragazzi risultano essere meno intelligenti dei genitori? Il dato interessante, su cui si sono soffermati gli autori, riguarda il fatto che in media le differenze nel Qi si manifestavano anche all’interno della stessa famiglia, dato che i figli minori hanno riportato punteggi inferiori rispetto ai fratelli più grandi. Questo dato, spiegano i ricercatori, implica che il fenomeno (una sorta di effetto anti-Flynn o Flynn negativo) non sia dovuto – o almeno non in maniera sostanziale – a fattori genetici o all’immigrazione(anche se uno studio recente individua proprio in questi elementi una possibile ragione del fenomeno). Al contrario, secondo i due autori norvegesi, la spiegazione più probabile è che fattori ambientali esternisiano responsabili del calo intellettivo, fra cui peggiori sistemi scolastici, il declino dei valori educativi e l’uso crescente di televisione e media.

(Viola Rita, Wired.it cc by nc nd)
Foto Humphrey King CC BY SA

Articoli più letti

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.