I Mondiali li ha già vinti Putin

La battuta è famosa e oggi potremmo modificarla così: “Il calcio è uno sport che si gioca undici contro undici e alla fine… vince Putin!”.

I Mondiali di calcio che stanno per cominciare in Russia, infatti, sono un ottimo affare politico per il presidente Vladimir Putin. Il capo del Cremlino può mostrare ai suoi concittadini e al resto del mondo che, lungi dall’essere isolato, è capace di organizzare un evento sportivo planetario e sfoggiare un volto (più) sorridente, facendo dimenticare gli aspetti meno edificanti del regime.

Fino a poche settimane fa, dopo il caso Skripal (l’ex agente russo vittima di un attentato con armi chimiche a Salisbury, nel Regno Unito), circolavano minacce di un boicottaggio dei Mondiali. Di recente l’ostilità nei confronti di Mosca era stata rafforzata dalle accuse rivolte alla Russia da una commissione d’inchiesta internazionale sul disastro aereo del volo MH17 della Malaysia Airlines nei cieli dell’Ucraina nel 2014.

Eppure, l’unico risultato di queste minacce è stato l’annuncio da parte di diverse capitali occidentali dell’assenza di una rappresentanza politica in occasione dell’inaugurazione dei campionati del mondo a Mosca, a cominciare dal principe Carlo, che avrebbe dovuto rappresentare il Regno Unito. Nei corridoi del Cremlino, probabilmente, c’è stata più di una risata.

I precedenti
Era già accaduto nel 2008, quando la Georgia aveva cercato di organizzare un boicottaggio delle Olimpiadi invernali di Soči dopo il conflitto con la Russia, le cui truppe occupano ancora una parte del territorio georgiano. Fu tutto inutile, dato che alla fine anche la Georgia ha partecipato ai giochi.

A quanto pare, il boicottaggio delle grandi manifestazioni sportive è passato di moda. L’ultima fase della guerra fredda, negli anni ottanta, aveva preso in ostaggio le Olimpiadi, con la decisione degli statunitensi di boicottare Mosca 1980 a causa dell’invasione sovietica dell’Afghanistan del 1979 e con la successiva ritorsione del blocco sovietico che boicottò Los Angeles 1984.

[… continua]
Di Pierre Haski, L’Obs.

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Foto kremlin.ru/wikimedia cc by

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