A Roma nel centenario delle Legioni il seminario sui “100 anni di Cecoslovacchia”

Lo scorso 24 maggio a Roma si sono svolti alcuni eventi per celebrare il centenario della nascita ufficiale delle Legioni cecoslovacche per mezzo della consegna in quel giorno del 1918, da parte del capo del governo del Regno d’Italia, Vittorio Emanuele Orlando, della bandiera di combattimento delle legioni nelle mani del generale Milan Rastislav Stefanik sui gradini dell’Altare della Patria a Roma. Un momento che di fatto riconobbe per la prima volta a livello internazionale quella entità statuale ancora di là da venire, la Repubblica Cecoslovacca, che nascerà soltanto diversi mesi dopo, alla fine della prima Guerra mondialesulle, ceneri dell’impero d’Austria-Ungheria in dissoluzione.

Un seminario di carattere storico dal titolo “100 anni dalla nascita della Cecoslovacchia. Cechi e Slovacchi nell’Europa che cambia“, è stato organizzato congiuntamente dalle Ambasciate della Slovacchia e della Repubblica Ceca. Tra il pubblico, rappresentanti del corpo diplomatico in Italia, del ministero della Difesa, del governo, del ministero degli Affari Esteri, di circoli accademici e storici, giornalisti, rappresentanti della Fondazione e della Società Milan Rastislav Stefanik italiano, e delle associani dei Legionari cecoslovacchi.

L’ambasciatore slovacco Jan Soth, nell’introdurre il convegno, ha detto che oggi c’è la responsabilità di ricordare e imparare dall’esperienza storica, per non commettere più errori, come riportato dall’agenzia Nova. Pensando agli eventi di un secolo fa, ha spiegato Soth, «oggi possiamo incontrare i nostri amici italiani e ricordare questa ricorrenza, insieme ai motivi che ci uniscono». Per il diplomatico slovacco, la cosa più importante «è la responsabilità di ricordare: dobbiamo imparare dalla storia, per non commettere più errori». Nel 1918, ha sottolineato l’ambasciatore, è nata una parte dell’armata cecoslovacca, «con il compito di implementare la sicurezza dei due paesi», un ruolo che sotto forme diverse «è rimasto fino ad oggi» anche nell’ambito europeo, una prospettiva fondamentale per Slovacchia e Repubblica Ceca.

Il moderatore dell’incontro, il noto giornalista Andrea Tarquini del quotidiano La Repubblica ha avviato un vivace dibattito sullo sviluppo politico, storico, economico, culturale e sociale dei due paesi dalla creazione dello stato comune cecoslovacco fino all’ultimo quarto di secolo, dopo la divisione e l’ingresso nell’Unione europea e nelle organizzazioni internazionali. Alla discussione hanno partecipato gli storici PhDr. Slavomír Michálek DrSc., direttore dell’Istituto Storico dell’Accademia Slovacca delle Scienze (SAV), il prof. PhDr. Ivan Šedivý CSc, direttore dell’Istituto di storia ceca presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Carlo di Praga e il dott. Sergio Tazzer, giornalista e storico, presidente del Centro per la documentazione storica sulla prima guerra mondiale di San Polo di Piave.

Nel corso dell’evento agli ospiti sono state distribuite copie di documenti storici dal periodo degli inizi della storia dello stato cecoslovacco conservati presso l’Archivio di Stato di Roma. I partecipanti hanno inoltre potuto visitare la mostra slovacca “Milan Rastislav Štefánik – grande slovacco e diplomatico europeo” e una mostra ceca sulla creazione della Cecoslovacchia.


La consegna della bandiera da Orlando a Štefánik, il 24 maggio 1918

I rappresentanti delle Assicurazioni Generali, che hanno ospitato il seminario nello storico palazzo in Piazza Venezia, davanti all’Altare della Patria, hanno infine battezzato l’edizione slovacca, che hanno sostenuto, del libro di Tazzer “Banditi o eroi? Milan Rastislav Štefánik e la legione ceco-slovacca“, che è diventato “Vlastenci alebo zradcovia? Milan Rastislav Štefánik a československá légia” nella traduzione di Ladislav Koudelka, membro onorario della Spoločnosť M. R. Štefánika. Nel libro, l’autore ha delineato la figura dello slovacco e le vicende militari e politiche legate alla Legione ceco-slovacca in Russia, in Francia ed in Italia. In Italia, la data fondamentale è quella del 21 aprile 1918, con la firma della Convenzione militare, con cui il governo di Roma riconobbe sia la Legione che il Consiglio nazionale dei paesi “Czeco- Slovacchi”, sotto cui questo esercito si poneva. Le firme erano quelle di Orlando, del generale Vittorio Italico Zuppelli, ministro della Guerra, e di Štefánik.

La storia di Generali, del resto, è legata a doppio fino alla Cecoslovacchia: fondata nel 1831 a Trieste, a quel tempo il principale porto dell’impero austro-ungarico, aprì proprio sul territorio cecoslovacco la sua prima filiale assicurativa, divenendo due anni dopo la fondazione del nuovo stato l’assicuratore più forte del paese. Nazionalizzata nel 1948, con la presa del potere da parte dei comunisti, Generali ricomparve solo dopo il 1989, con il ritorno della democrazia. Oggi è il terzo assicuratore in Slovacchia.

Il traduttore del libro, Ladislav Koudelka, oggi 86 anni, parla sette lingue e ha imparato l’italiano solo dopo aver compiuto 75 anni. Interessato da sempre della storia comune con l’Italia, era dispiaciuto che qui nessuno lo capisse. Con gli italiani, ha ammesso come giustificazione, «non è possibile parlare né in inglese né in tedesco».

(La Redazione)

Foto Ambasciata Slovacca
Foto FB/tutto.brno

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