Pellegrini vede Orban: nel V4 dobbiamo essere uniti anche in UE

Il primo ministro slovacco Peter Pellegrini ha fatto visita ieri a Budapest al premier ungherese Viktor Orbán che ha appena ricevuto con il suo partito Fidesz, nell’aprile di quest’anno, una forte riconferma dagli elettori che dopo otto anni al governo gli hanno consegnato una solidissima e inamovibile maggioranza. Per Pellegrini, che ha già visitato Repubblica Ceca e Polonia, si tratta del primo viaggio ufficiale in Ungheria dopo la sua nomina a primo ministro.

I due capi di governo hanno stabilito la volontà di iniziare a procedere, all’interno della cooperazione frontaliera tra Slovacchia e Ungheria, anche con i grandi progetti infrastrutturali come il completamento dei valichi di frontiera, di diverse tratte autostradali, di un nuovo ponte sul Danubio tra la slovacca Komarno e l’ungherese Komarom, e anche la ferrovia ad alta velocità che dovrebbe collegare Budapest, Bratislava e Varsavia, aprendo in prospettiva nuove prospettive di cooperazione, ha detto Orban.

Pellegrini ha detto, dopo l’incontro, che l’Ungheria è un partner strategico per la Slovacchia, con il quale è importante continuare a costruire buone relazioni reciproche, cercando di migliorare nei campi in cui ancora ci sono dei freni, ha detto il permier slovacco.

Il gruppo V4 (dove sono membri anche Repubblica Ceca e Polonia) ha dimostrato di avere una sua forza, e ha dimostrato, su questioni come l’immigrazione clandestina, che iniziative come le quote obbligatorie di accoglienza dei migranti «che abbiamo respinto fin dall’inizio, non funzionano. Si può essere solidali in un altro modo, ad esempio inviando le nostre truppe alle frontiere esterne dell’Europa o contribuendo ai fondi costituiti per risolvere i problemi al di fuori dell’UE», ha aggiunto Pellegrini. Con Orban egli ha confermato che la posizione del Gruppo di Visegrad (V4) sulle cosiddette quote obbligatorie volute dalla Commissione europea è rimasta inalterata.

Uverejnil používateľ Peter Pellegrini 12. jún 2018

Nel contesto della crisi migratoria, i due leader hanno commentato positivamente la decisione dell’Italia di rifiutare l’attracco alla nave Acquarius della ong SOS Méditerranée, che si sta dirigendo ora con più di 600 persone a bordo verso porti spagnoli dopo il no di Malta e Italia e il silenzio delle autorità europee. Orban ha apprezzato questa mossa, e Pellegrini ha ricordato che è necessario proteggere le frontiere esterne dell’UE e risolvere i problemi prima che si presentino.

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I due capi di governo hanno affermato che i paesi del gruppo Visegrad, anche grazie alla loro maggiore prosperità economica, sono oggi molto più efficaci nel presentare le posizioni dell’Europa centrale in modo unitario. La base della nostra forza è l’unità, ha detto Pellegrini, ricordando che durante la sua presidenza del V4, a partire dal 1° luglio 2018, prendendo il testimone dall’Ungheria, la Slovacchia «metterà al centro del tavolo il valore dell’unità» dei paesi membri. Uno dei temi più caldi sui quali i quattro di Visegrad vogliono combattere insieme a Bruxelles è l’impegnativo dibattito sul prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea, dove i quattro rifiutano il taglio ai fondi di coesione senza i quali, dicono, non si potranno mai appianare le disparità a livello regionale.

Al termine della giornata, Pellegrini ha poi visitato nella capitale ungherese una mostra di scatti del fotografo slovacco Ladislav Bielik (1939-1984) di Bratislava durante le prime giornate dell’occupazione dalle truppe del Patto di Varsavia che invasero la Cecoslovacchia nell’agosto 1968. Guardando quelle immagini drammatiche, il premier slovacco ha ricordato che quest’anno cade il 50° anniversario dall’invasione ordinata da Mosca nella notte tra il 20 e 21 agosto 1968, allo scopo di sopprimere quel processo riformista del socialismo “dal volto umano” di Alexander Dubcek noto come Primavera di Praga.

(La Redazione)


Foto vlada.gov.sk

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