Il castello di Rusovce e il suo parco restaurati entro il 2023

Come succede periodicamente ormai da diversi anni, si è tornato in questi giorni a parlare del maniero di Rusovce, il palazzo neoclassico monumento nazionale situato nel distretto di Rusovce della capitale slovacca, di cui ancora una volta si pianifica la totale ricostruzione per il 2023. L’Ufficio del governo slovacco ha presentato un progetto completo per il suo restauro lunedì, per un ammontare stimato di 75 milioni di euro. I lavori dovrebbero essere coperti da fondi del bilancio statale e da alcune sovvenzioni.

Sulla tenuta, che appartiene allo Stato dopo le requisizioni del regime comunista, pendeva fino a pochi anni fa una causa di lungo corso con l’ordine dei monaci benedettini, che ne rivendicò la proprietà negli anni ’90 in quanto lasciata in eredità alla Congregazione di San Benedetto di Pannonhalma dalla principessa Stephanie del Belgio negli anni ‘40. Nel 2012 i benedettini persero il ricorso e già quell’anno il governo stanziò 40 milioni di euro per il suo restauro, prevedendo di poter aprire il palazzo per usi di rappresentanza entro la prima metà del 2016, dopo decenni di abbandono. Si pensava in questo modo di ripristinare l’edificio e il grande parco adiacente in tempo per utilizzarlo per alcuni eventi ufficiali durante il semestre di presidenza europeo della Slovacchia. A quando pare, i soldi necessari per la ristrutturazione, in soli sei anni, sono lievitati del doppio…!

Secondo le parole riportate da Tasr di Beata Durdikova, dell’Associazione nazionale dei monumenti culturali di Rusovce, che ha redatto la documentazione del progetto per il maniero, sarà effettuata una «ricostruzione completa del suo esterno, le facciate e alcuni lavori di costruzione, compresi i servizi pubblici. Gli interni, pareti, soffitti e dipinti storici, saranno conservati e restaurati».

Il castello, costruito in periodo rinascimentale sul sito di una più antica costruzione, è stato più volte rivisto e oggi risulta in stile Windsor, una imitazione del gotico inglese. Dopo il restauro servirà come struttura rappresentativa delle massime istituzioni dello Stato, mentre l’edificio di servizio e il giardino situati nel parco circostante saranno aperti al pubblico. Complessivamente, l’81% dell’intera area ristrutturata di 16 ettari sarà messa a disposizione del pubblico.

Il palazzo e la tenuta adiacente di circa 24 chilometri quadrati su entrambe le rive del Danubio, tra cui un parco inglese e un edificio un tempo atto a scuderie, appartenevano al principe ungherese Elemer Lonyay, marito della principessa Stephanie del Belgio, vedova del principe ereditario Rodolfo d’Austria-Ungheria. La coppia visse nella tenuta fino all’inizio del 1945. Lonyay, morto a Budapest nel 1946, lasciò la proprietà ai benedettini, che dettero rifugio a lui e sua moglie durante le ultime settimane della seconda guerra mondiale nell’Abbazia di Pannonhalma (oggi in Ungheria). Nel 1947, a seguito del trattato di pace di Parigi, l’Ungheria dovette cedere l’area alla Cecoslovacchia, e il successivo governo comunista la pignorò nel 1948. Dal 1950 la proprietà è stata data in uso al collettivo di arte popolare SLUK (Slovenský ľudový umelecký kolektív), conosciuto in Slovacchia e all’estero per la qualità dei suoi spettacoli di danza e musica.

(La Redazione)

 

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