Bela Bugar rieletto leader di Most-Hid e candidato alle presidenziali

Nel corso del suo congresso lo scorso sabato, il partito conservatore Most-Hid al governo ha riconfermato come suo leader per i prossimi quattro anni il fondatore Bela Bugar, che non aveva contendenti. È stato inoltre annunciata nella stessa occasione la sua candidatura per le elezioni presidenziali della primavera 2019.

Bugar è a capo di Most-Hid dalla sua fondazione nel 2009, come formazione politica mista slovacco-ungherese, in alternativa al più radicale Partito della comunità ungherese SMK, che egli aveva già presieduto per quasi un decennio fino al 2007.

Un solo cambio tra i vicepresidenti di Most-Hid: l’unica faccia nuova è quella di Peter Antal, deputato, che sostituisce la dimissionaria ex ministra della Giustizia Lucia Zitnanska, mentre sono stati rieletti il ministro dell’Ambiente Laszlo Solymos, il plenipotenziario del governo per le comunità Rom Abel Ravasz e il sottosegretario al ministero del Lavoro Ivan Svejna.

Secondo Solymos, che ha annunciato la candidatura di Bugar alla presidenza della repubblica, che è stata appoggiata all’unanimità da tutto il partito, egli «rappresenta i valori della cooperazione, della tolleranza e della capacità di raggiungere un compromesso, che sono valori di cui oggi c’è scarsità». Bugar ha detto di avere accettato dopo un’attenta considerazione e dialoghi con le persone a lui più vicine. Se eletto, ha affermato, lui crede di poter essere «una figura in grado di superare le dispute», e di intendere dare il suo contributo a ridurre la tensione e la polarizzazione nella società. Non sarà di certo un attivista o un avversario ad ogni costo del governo eletto dal popolo, che qualunque sia avrà il suo rispetto.

Secondo alcuni, una sua eventuale elezione potrebbe essere, a 59 anni, il giusto coronamento di una lunga carriera politica giocata sempre sul filo del fair play. Ma alcuni commentatori politici vedono questa iniziativa come una mossa di marketing per fare pubblicità e dare nuovo vigore al partito, che oggi sembra arrancare a un livello di galleggiamento poco sopra la soglia di sbarramento, mentre altre formazioni della sua area di riferimento (vedi l’atteso ritorno in Parlamento dei cristiano democratici KDH) guadagnano consensi. Dopo il 6,50% preso nel 2016, considerato assai deludente, il partito ha oscillato da allora tra quel risultato e un rischioso 5,5% (soglia di sbarramento è il 5%).

Anche se l’attuale capo dello Stato Andrej Kiska ha già negato di voler ricandidarsi, difficilmente Bugar può comunque ambire a guadagnarsi il secondo turno alle prossime presidenziali, perché la sua figura è un po’ sbiadita negli ultimi anni. Così pensa ad esempio il politologo Juraj Marusiak, che accenna all’alleanza di governo di Most-Hid con i socialdemocratici di Smer-SD, che gli hanno inimicato molta parte dell’opposizione, e difficilmente potrebbe ricevere sostegno da quelle parti.

(Red)


Foto fb/most

Articoli più letti

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.