Usa e armi: chi e perché vuole che il massacro continui?

Nonostante l’orrore delle continue stragi che si consumano negli Stati Uniti, i cittadini americani continuano a credere che sia sacrosanto possedere armi. Perché questo principio rientra nella loro natura antropologica, prima ancora che nella loro storia. Ma questo non siamo noi a dirlo, ovviamente. Sono l’ILA e la NRA.

L’ILA, Istitute for Legislative Action (Istituto per azione legislativa), è la lobby che agisce sulla politica americana per conto della National Rifle Association o NRA, associazione che a sua volta opera sin dal 1871 per favorire l’industria delle armi in America. E agisce comprando voti nel Congresso americano e all’interno degli “Stati dell’Unione”. Il tutto, ovviamente, sotto l’ombrello del Secondo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, dove esso recita: “Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una milizia ben regolamentata, non potrà essere infranto il diritto delle persone di detenere e portare armi”.

Ora, poco importa che quell’emendamento risalga al 1791, che non sia chiarissimo e che la sua interpretazione sia stata dibattuta ancora fino al 2008, quando una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che possedere armi è un diritto, sconfessando un divieto in vigore solo a Washington. Quelle parole riflettono direttamente non solo la volontà dei quasi quattro milioni di membri dell’NRA (numero in costante crescita) che intendono possedere armi, ma anche quel senso di insicurezza che da sempre vivono gli americani e che l’NRA pungola continuamente e che coltiva con vera tenacia.

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Foto cgpgrey cc by
glukan CC0

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