Il procuratore Spirko giudicato colpevole, ma nessuna punizione per lui

Venerdì, presso l’ufficio del procuratore regionale a Kosice, la commissione disciplinare ha riconosciuto colpevole il procuratore Vasiľ Špirko della Procura speciale, ma i giudici hanno deciso di non imporgli alcuna punizione. La commissione ha discusso con Spirko delle sue dichiarazioni pubbliche riguardanti accuse di corruzione nei confronti dell’ex ministro degli Interni Robert Kalinak e dell’ex ministro delle finanze Jan Pociatek, entrambi del partito Smer-SD, decidendo che il procuratore ha violato i doveri di pubblico ministero commettendo una trasgressione disciplinare nei confronti della legge.

Il procuratore speciale Dusan Kovacik, che aveva avviato la mozione disciplinare, ha dichiarato di non essere contento della sentenza che, se anche seguiva nella sostanza la sua proposta di causa disciplinare, non ha deciso nemmeno la più leggera forma di punizione prevista, ovvero la riduzione salariale. Riguardo ai sospetti lanciati da Špirko, Kovacik ha detto che il caso è ancora attuale e sotto indagine, e non gli è possibile commentarlo.

Špirko ha rinunciato all’appello, dato che anche la sua linea di difesa è stata accolta, e riconosce i suoi passi falsi dal punto di vista giuridico, ritenendo il giudizio della commissione lecito. Špirko ha detto di avere agito a suo tempo, quando fece le sue accuse in una conferenza stampa improvvisata fuori della sede della Procura speciale, condotto dalle sue convinzioni interiori, «dai miei valori, dalla mia integrità morale e dalle circostanze esistenti».

Il procuratore Špirko si era occupato delle indagini sul caso dell’ex ministro degli interni Kalinak che aveva acquisito una quota nella ditta B.A. Haus di Ladislav Basternak, accusata di frode fiscale. A marzo di quest’anno, Spirko dichiarò ai giornalisti che gli ex ministri Pociatek e Kalinak «hanno sottratto» 200 milioni di euro di soldi dei contribuenti in una gara pubblica molto poco trasparente per servizi informatici al ministero degli Interni e annunciò una sua denuncia penale contro Kalinak e alti ufficiali di polizia per calunnia e sabotaggio. Oltre al ministro, che si è dimesso a marzo, pochi giorni dopo la conferenza stampa, anche altri personaggi citati a suo tempo dal procuratore si sono dimessi: il presidente della polizia Tibor Gaspar, il direttore dell’Agenzia nazionale anticrimine NAKA, Peter Hrasko e il direttore dell’unità anti-corruzione  di NAKA, Robert Krajmer.

(Red)

Immagine: B.Slovacchia

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