Come se la cavano gli italiani nel mondo?

ROMA – focus/ aise – Una domanda dalla risposta sicuramente non scontata, ma a leggere sui giornali, l’impressione è che se la cavino piuttosto bene. Su Repubblica della scorsa settimana è comparso un articolo di Rosalba Castelletti, inviata a Mosca, dove si parlava del ruolo di primo piano svolto dal nostro Paese durante la Startup Village di Skolkovo, maratona di incontri tra giovani società, investitori e ricercatori.
Skolkovo è un po’ la Silicon Valley russa e la “Startup Village” si configura come la più grande rassegna dell’innovazione di tutto l’Est Europa e Centro Asia, giunta ormai alla sesta edizione. Come si legge nell’articolo, «l’ospite d’eccezione quest’anno è stata l’Italia, presente con un grande padiglione attorno a cui gira tutta la fiera dov’è possibile scoprire ben 35 realtà. Un’occasione preziosa per il nostro Paese, commenta Marco Bicocchi Pichi, presidente di Italia Startup, per “farsi conoscere da un mercato attento come la Russia». A rendere possibile la partecipazione di tante realtà nostrane, l’Ice di Mosca.
Sempre riprendendo dall’articolo: «Nel padiglione italiano a Startup Village si andava dalla modenese Pikkart, che realizza soluzioni di realtà aumentata e computer vision, a ToGENther, piattaforma di prodotti dedicati a genitori e famiglie. C’era ArtEcoDesign della messinese Linda Schipani che “trasforma gli scarti industriali in opere d’arte e oggetti di uso quotidiano”. E “In Manibus Meis (In-Mm)” che, spiega Saverio Macchia, coordinatore dell’ufficio tecnico, offre software per la raccolta dati durante le operazioni di soccorso in emergenza. Nella sola giornata di giovedì davanti ai loro stand hanno visto sfilare l’ambasciatore italiano a Mosca Pasquale Quito Terracciano, l’oligarca Roman Abramovich, il vice primo ministro russo Arkadij Dvorkovich e il presidente dellla Fondazione Skolkovo Viktor Vekselberg, a capo di Renova».

Da Mosca a Tokyo, dove La Stampa riporta la partecipazione degli sbandieratori di Cori alle celebrazioni in occasione del 2 giugno, che si sono svolte nei pressi dell’Ambasciata d’Italia diretta da Giorgio Starace. Gli sbandieratori, vestiti con i costumi tipici della tradizione rinascimentale, si sono esibiti di fronte ai numerosi ospiti dell’Ambasciata e al Ministro della cultura Yoshimasa Hayashi.

Infine, attingendo all’immancabile rubrica del Fatto Quotidiano, “Cervelli in fuga”, questa settimana si segnalano due storie, raccontate dai giornalisti Ludovica Liuni e Simone Bertozzi.
La prima riguarda Ilaria Maiorano, 29 anni, che dopo la laurea in scienze dell’educazione sociale cercava lavoro ma riceveva sempre dei no perché senza esperienza. Ilaria ha dunque deciso di trasferirsi in Germania, dove finalmente diventa insegnante.
Il cambio di vita non è stato semplice, soprattutto per il distacco dagli affetti e dal paese natale. «Dopo essere tornata da un viaggio a Francoforte ed essermi informata sulla realtà tedesca, ho deciso di trasferirmi lì». «Ho dedicato sei mesi allo studio del tedesco e poi appena arrivata ho cominciato a lavorare come cameriera per mantenermi», racconta.
Tanta la solitudine iniziale, ma tanta anche la soddisfazione di sentirsi finalmente realizzata (in Germania ha anche conosciuto quello che oggi è suo marito). Oggi Ilaria insegna all’asilo ed è in Germania che vede il suo futuro, anche se le manca molto la famiglia, il cibo e la cultura italiana.

Protagonista della seconda storia è Tommaso Monaldini, 42 anni, che da otto vive a Rawai, piccolo paese di pescatori sull’isola di Phuket, partito perché in Italia le tasse erano diventate un incubo. In Thailandia Tommaso fa lo stesso lavoro che svolgeva sulla Riviera Adriatica: l’organizzatore di eventi e il barman. Partito in fretta e furia, quasi senza avvertire nessuno, decide di seguire le orme del nonno avventuriero e di andare laddove anche lui si recava, prima che la Thailandia diventasse meta turistica.
Gli inizi non sono stati facili nemmeno per lui. Ma alla fine ha capito di dover fare ciò in cui era veramente bravo e, dopo aver conosciuto quella che sarebbe diventata sua moglie e la madre di sua figlia, ha ricominciato a organizzare feste a Phuket, aprendo anche un piccolo bar che è diventato punto di riferimento per i turisti europei e, soprattutto, italiani: «Ci sono talmente tanti riminesi qui che mi sembra di stare a casa».

(focus\ aise)

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.