Brani nuovi e caduta di stelle a Bratislava per il concerto di Bruno Bavota

Grande era l’attesa per il primo concerto in Slovacchia di Bruno Bavota, che il 4 giugno 2018 ha aperto in musica l’XI festival italiano in Slovacchia “Dolce Vitaj”. Per soddisfare tutte le numerose richieste pervenute, gli organizzatori hanno dovuto allargare al massimo la capacità della Sala degli Specchi del Palazzo Primaziale di Bratislava.

Il concerto organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura, con il patrocinio del Sindaco di Bratislava, è stato aperto da brani dell’ultimo album di Bavota come “Mountains” e “Marea”, che hanno subito fatto immergere nell’universo di sonorità acustiche ed elettroniche che il compositore così bene riesce ad abbinare.

Preparando questo concerto ho spesso avuto la sensazione che la musica di Bavota avvolga l’ascoltatore e si espanda a tal punto da occupare ogni centimetro dello spazio dove è diffusa.

Bavota è un poeta del pianoforte che invece di utilizzare le parole, scrive note ricche di un minimalismo luminoso che raccontano storie, portando lo spettatore in un mondo parallelo, dove convivono esperienze personali dell’autore con frammenti di vita di altre persone.

Ascoltando le composizioni di Bavota mi sono tornate in mente due immagini dell’ultimo inverno, quando ho visto un bambino piccolo, con vestiti pesanti e passo saltellante che rincorreva in strada dei piccioni sperando di riuscire ad afferrarli, mi è piaciuta la sua forza ed ingenuità nel cercare di prendere qualcosa che non aveva la minima intenzione di farsi acchiappare.

L’altra è stata quando stava nevicando ed ho guardato la caduta infinita di fiocchi, erano così grandi che mi hanno dato l’impressione che fossero quasi entità vive che cadevano, con leggerezza, sopra tutto quello che mi circondava.

La musica di Bruno credo sia proprio questo, è come un panorama veloce che scorre oltre il finestrino di un treno in movimento, sono storie che ci emozionano e ci fanno pensare.

Uverejnil používateľ Bruno Bavota 4. jún 2018

Non è quindi un caso che il regista Premio Oscar Paolo Sorrentino abbia scelto un brano di Bavota per il suo serial “The Young Pope”.

Durante il concerto è stato possibile ascoltare pezzi classici del repertorio del compositore napoletano, come “La luce nel cuore”, “Heartbeat”, “Passengers”, “Mediterraneo”, “Horizon” e “The man who chased the sea”, ultimo prima dei bis.

Bavota ha presentato anche nuove composizioni – che usciranno nel prossimo album, previsto per l’autunno – ricche di effetti elettronici che come ha spiegato l’autore, in occasione di un brano, evocavano l’effetto di una pioggia di stelle cadenti.

Marco Gerbi – Istituto Italiano di Cultura

Foto IIC

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