Pellegrini: saranno guai se a Mochovce ci sono nuovi ritardi

Rischia di diventare una barzelletta la storia davvero infinita del raddoppio della centrale nucleare di Mochovce (reattori 3 e 4) che appena un anno fa aveva ricevuto una ennesima iniezione di denaro – 800 milioni – confermando però fino a poche settimane fa il mantenimento delle ultime scadenze, ovvero l’accensione del reattore numero 3 alla fine di quest’anno (a febbraio è stato collegato alla rete elettrica nazionale) e del reattore numero 4 dodici mesi dopo. Quando il progetto, iniziato nel 1998 e poi bloccato per mancanza di fondi, fu ripreso nel 2008, dopo l’ingresso di Enel come socio di maggioranza nella società nazionale di produzione energetica Slovenské elektrarne, si prevedeva che la centrale sarebbe potuta essere avviata nel 2012 e 2013.

E ora, le notizie che si sono susseguite negli ultimi giorni lasciano presagire un nuovo ritardo. Per questo il primo ministro Peter Pellegrini, che ne ha dato notizia ieri al Forum nucleare europeo che si sta concludendo in queste ore a Bratislava, ha messo in agenda una visita al cantiere di Mochovce per verificare lo stato dei lavori. Pellegrini ha respinto l’idea di qualsiasi ulteriore ritardo, nonostante la storia abbia insegnato che in questo progetto le scadenze sono state più e più volte saltate, così come il preventivo di spesa, passato dai 2,8 miliardi del 2008 ai 5,4 miliardi di euro dello scorso anno.

Pellegrini intende verificare di persona se la scadenza prevista per il lancio del terzo blocco nucleare, che è fissata al novembre di quest’anno, sia fondata o meno, e ha già preannunciato che la sua posizione sarà «molto dura».

Secondo gli ultimi dati forniti pochi giorni fa, lo stato dei lavori al terzo blocco sarebbe al 97%, mentre per il quarto siamo a poco più dell’85%. Una volta completata, la nuova centrale (EMO 3-4) da 471 megawatt contribuirà per il 13% alla produzione nazionale slovacca di elettricità.

(La Redazione)

Foto vuje.sk

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