Focus Aise: gli italiani all’estero visti dai media nazionali

ROMA – focus/ aise – In un articolo di Mario Di Ciommo per La Repubblica si sostiene che gli italiani lavorano di più all’estero, con il tasso occupazionale nazionale surclassato da quello negli stati UE. “Il tasso di occupazione degli italiani che risiedono all’estero – dice il giornalista – è più alto di quello dei cittadini che vivono all’interno dei confini nazionali. A metterlo nero su bianco sono i dati Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europa. Nel bollettino relativo al 2017 “Eu citizens in other Eu Member States” (“I cittadini europei negli altri Stati membri dell’Ue”), vengono prese in considerazione in ogni caso solo le persone in età lavorativa (una fetta di popolazione tra i 20 e i 64 anni”.
“La tendenza a trasferirsi in un altro Paese comunitario per lavorare – continua l’articolo – è cresciuta del 2,5% negli ultimi 10 anni. All’interno dell’Ue però ci sono differenze enormi. La più grande divergenza è sulla percentuale dei lavoratori residenti all’estero. Si passa dal 19,7% dei rumeni, praticamente una persona tra i 20 e i 64 anni su cinque, fino all’1% dei tedeschi. Scorrendo però i numeri e le tabelle, ci si rende conto che le persone più ‘mobili’ d’Europa vengono dall’Est. In cima alla classifica dei Paesi con il numero più alto di residenti in un altro stato membro dell’Ue ci sono infatti, oltre alla Romania prima, la Lituania e la Croazia. A seguire Portogallo, Lettonia, Bulgaria, Irlanda, Lussemburgo, Polonia, Estonia e Slovacchia. Dall’altra parte gli europei più ‘statici’ sono invece i tedeschi (1%), i britannici (1,1%) e gli svedesi (1,3%). Più vicini agli “statici” rispetto ai “mobili” ci sono gli italiani, che raggiungono una percentuale del 3,1%, in aumento in ogni caso dello 0,7% rispetto al 2012”.

Nella rubrica de Il Fatto Quotidiano “Cervelli in fuga”, questa settimana la giornalista Elisa Murgese racconta la storia di Jonathan Cilia Faro, ragusano, Tenore negli Stati Uniti, che oltreoceano, per sua ammissione, guadagna il quadruplo rispetto all’Italia, da dove se n’è andato 14 anni fa perché frustrato e umiliato dalla mancanza di prospettive adeguate alla sua preparazione.
Negli Stati Uniti, Jonathan è tenore lirico popolare a tempo pieno, produttore discografico e vicepresidente di una compagnia di intrattenimento che dà lavoro a dieci professionisti italiani, proprietaria di due studi di registrazione.
La sua villa a New York è anche il suo studio di registrazione, ma quello dell’aver lasciato l’Italia, la famiglia e le sue amicizie rimane comunque un cruccio che nessun risultato professionale può cancellare.

Su La Stampa, Daniela Lanni parla della fotografa italiana Marianna Santoni, nominata “Canson Infinity Ambassador”. “Il riconoscimento – si legge nell’articolo – le è stato dato dalla storica azienda nata in Francia nel 1557 (sponsor ufficiale del Louvre ) che produce tra le più pregiate carte al mondo, utilizzate da quasi 500 anni da grandi artisti”.
La Santoni è l’unica italiana tra venticinque artisti di tutto il mondo ad aver ottenuto il prestigioso riconoscimento. “La “nuova ambasciatrice”, nata a Foligno, a soli 40 anni è considerata un punto di riferimento nel mondo della fotografia, un guru di Photoshop dal 2004. Nominata al merito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2010 come una tra le 54 “donne di talento italiane”, è consulente dell’Esercito italiano e della Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito della fotografia forense”.

(focus/ aise)

Illustr: B.Slovacchia

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