Nominato Milan Lučanský come nuovo presidente della polizia, inizia domani

Il ministro degli Interni Denisa Saková ha annunciato ieri pomeriggio il nome del nuovo comandante della polizia, che dovrà traghettare il corpo per alcuni mesi in attesa dell’entrata in vigore della nuova legge che stabilirà il metodo di selezione del titolare delle forze dell’ordine. Si tratta di Milan Lučanský, fino ad oggi a capo dell’ispettorato interno alla polizia, che prenderà le consegne domani 1 giugno da Tibor Gašpar, che ha guidato il Corpo di polizia dal 2002 ad oggi e che è stato costretto alle dimissioni dal premier Peter Pellegrini per le contestazioni popolari e alcune ombre sul suo nome per la sua vicinanza a personaggi poco limpidi che gravitano intorno al partito Smer-SD, e per la mancata approfondita indagine di alcuni casi particolarmente spinosi che coinvolgevano personalità politiche del partito socialdemocratico.

Il premier Pellegrini aveva bloccato la potenziale candidatura di un alto ufficiale, il generale Marián Slobodník, attuale attaché presso l’ambasciata slovacca in Croazia e anche lui chiacchierato per le sue frequentazioni e per avere ‘sistemato’ delle contravvenzioni al codice della strada ricevute da potenti e politici. Negli ultimi giorni Pellegrini aveav detto che la nomina del presidente della polizia è una questione sensibile e che la scelta di una persona che lascia adito a dubbi non sarebbe «un buon segno per il paese».

Oltre al nome di Milan Lučanský, che secondo il quotidiano indipendente Dennik N era presente al 40° compleanno dell’ex ministro degli Interni Robert Kaliňák e che non sarebbe particolarmente gradito agli agenti di polizia né all’opposizione, il ministro Saková ha anche comunicato altre due promozioni ai vertici del corpo. Jana Maškarová, oggi vice direttore dell’Unità nazionale anticrimine dell’agenzia NAKA, diventerà vicepresidente del Corpo di polizia insieme a Róbert Bozalka, attuale vice capo della polizia regionale di Trnava. Per la prima volta con il colonnello Maškarová una donna arriva così in alto nella gerarchia delle forze dell’ordine in Slovacchia.

Il premier Pellegrini ha detto ieri di attendersi che il nuovo boss della polizia inizi subito fin dal primo giorno il suo lavoro correttamente. Lučanský, ha ricordato il primo ministro, ha recentemente passato un test al poligrafo (la cosiddetta ‘macchina della verità’) e ha inoltre ricevuto un nuovo grado di lasciapassare di sicurezza per il livello “superiore” di segretezza. Milan Lučanský in passato era stato sospettato di affari torbidi riguardo alla sua proprietà, ma il ministro Saková lo ha difeso dicendo che di recente ha superato un completo controllo finanziario. Promosso a generale nel 2016, Lučanský, è un ufficiale esperto al servizio del Corpo di Polizia da molti anni, ha detto Pellegrini, augurandosi che dimostrerà «con le sue azioni e con i nuovi vicepresidenti che la polizia fa ciò che dovrebbe fare, che pubblicherà i risultati, continuerà con tutte le cose buone che sono state fatte finora e affronterà quelle questioni per le quali la polizia è stata spesso criticata».

Una parte dell’opposizione ha contestato la nomina, considerata «un passo audace e arrogante da parte del partito Smer-SD», come ha notato il vice capo del partito SaS Lubomir Galko, secondo il quale i contatti di Lučanský con personaggi dubbiosi e i sospetti sul suo passato finanziario avrebbero dovuto suggerire di non nominare lui come presidente del Corpo di Polizia. Galko si è detto stupito che il premier Pellegrini, cui va il merito delle dimissioni di Tibor Gašpar e del blocco della nomina di Slobodník, finisca poi per fare una scelta ancora peggiore di questa. C’è un gran numero di persone dignitose nella polizia che sarebbero state una scelta migliore, ha concluso Galko, anche se nessuna di loro avrebbe voluto avere il marchio di Smer-SD.

(Red)


Foto minv.sk

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