Pronta al lancio un’altra riforma del sistema educativo. Costo: 9 miliardi

Sono state svelate venerdì le linee guida del programma nazionale per lo sviluppo dell’istruzione preparato dal ministero dell’Istruzione, un progetto che è stimato costare circa 9 miliardi di euro nei prossimi dieci anni. Il ministro dell’Istruzione Martina Lubyova ha detto che si basa su due punti di partenza: qualitatà e quantità. Relativamente al primo dei punti, quello qualitativo, sono incluse nel programma ad esempio la promozione dell’integrazione e dell’inclusione, e il rafforzamento dello status degli insegnanti. Mentre al secondo punto attengono i futuri sviluppi demografici e a stima dei costi e degli impatti finanziari della riforma.

Il documento dovrebbe essere presentato al consiglio dei ministri la prossima settimana. I tre obiettivi principali della riforma sono di natura strategica, parziale e trasversale. Gli obiettivi strategici riguardano la qualità, la disponibilità e la modernizzazione, mentre gli obiettivi parziali prevedono la creazione di un’efficace istruzione regionale e universitaria. Il terzo obiettivo riguarderebbe l’integrazione e inclusione delle comunità e degli alunni Rom emarginati e bambini da ambienti socialmente svantaggiati, collegando il sistema educativo ai bisogni dell’economia e del mercato del lavoro e sviluppando il sistema dell’apprendimento permanente.

La ministra, nominata dal Partito nazionale slovacco (SNS) la scorsa estate dopo le dimissioni forzate del predecessore Peter Plavcan per uno scandalo sui fondi UE, ha ribadito anche in seguito in un intervento televisivo che non ci può essere una riforma dell’istruzione senza massicci finanziamenti supplementari da parte dello Stato. Lubyova ha detto di aver tratto ispirazione dal modello finlandese, secondo cui è necessario sostenere una educazione inclusiva, che è in grado di produrre i migliori risultati. Questo «è ciò di cui la Slovacchia ha bisogno», ha affermato, ricordando che i bambini finlandesi «si classificano da molto tempo ai primi posti nelle classifiche dei test PISA».

Gli esperti non sono tutti concordi sul progetto. Un professore, Daniel Kasala, ha detto al quotidiano Sme che ogni nuova gestione del ministero porta qualcosa di completamente nuovo, rifiutando tutti i progetti precedenti. Così è stato anche nel caso del programma “Learning Slovakia” che è stato avviato dal precedente ministro Plavcan appena lo scorso anno, e che tuttavia viene ora cestinato.

(Red)

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