UrbanFragment – La città in 24 ore: l’ultimo spettacolo degli studenti di slovacco a Forlì

Anche quest’anno, il gruppo di teatro slovacco dell’Associazione teatrale SSenzaLIMiTi ha partecipato alla Rassegna nell’ambito del progetto Babele Teatrale in Costruzione organizzata dal Centro di Studi Trasversali su Teatro e Interculturalità (TRATEÀ) del Dipartimento di Interpretazione e Traduzione (DIT) dell’Università di Bologna – Campus di Forlì.

Giunta ormai alla sua XXVI edizione, la rassegna presenta quattro serate di spettacoli nelle lingue studiate presso il Dipartimento. Questo appuntamento annuale non dà solo la possibilità per gli attori di mettersi in gioco e di scatenare la propria creatività mettendo in piedi uno spettacolo nuovo ogni anno, ma è anche lo strumento per condividere con tutti gli spettatori alcuni aspetti culturali legati alla lingua che viene portata in scena. Questa è un’opportunità unica, soprattutto per culture, come quella slovacca, che forse sono meno conosciute dal pubblico.

Per questo, il gruppo di attori del teatro slovacco, con l’aiuto della lettrice Veronika Svoradová, ha cercato di portare sul palco una parte della produzione artistica del paese, che sicuramente merita di essere più conosciuta. Se l’hanno scorso ci si era ispirati a uno dei più grandi drammaturghi slovacchi, Ivan Stodola, quest’anno il gruppo ha deciso di sperimentare qualcosa con la poesia, presentando lo spettacolo UrbanFragment – La città in 24 ore. Attraverso le opere di cinque autori slovacchi contemporanei, lo spettacolo si apre con una giornata abituale in una città anonima, abitata da persone anonime, che conducono una vita che risulta assolutamente anonima. Le poesie di Erik Šimšík, Michal Tallo, Miroslava Ábelová, Katarína Kucbelová, Taťjana Lehenová puntano l’attenzione su situazioni quotidiane, attraverso le quali riescono a dipingere in maniera dettagliata e profonda il vuoto e l’assenza di significato che prende il sopravvento nella vita quotidiana di una società contemporanea, in cui anche le azioni più semplici, come andare al lavoro, sembrano essere più scontate e necessarie.

Tuttavia, se gli argomenti trattati dalle poesie sono spesso seri e malinconici, lo spettacolo che hanno ispirato non lo è affatto. All’interno dell’opera teatrale, infatti, i versi sono contestualizzati e inseriti all’interno di scene che ne arricchiscono la riflessione usando il sarcasmo e l’ironia. Per lasciare spazio e dare valore alle parole degli autori, i dialoghi, al di fuori dei versi dei poeti, sono ben pochi, e la maggior parte delle scene privilegia l’efficacia significativa dei movimenti e delle espressioni, spesso accompagnati anche da brani musicali.

Ciliegina sulla torta sono due video che danno una nota originale al tutto, realizzati con l’aiuto di Matej Mazák e Anton Kajan. Il primo consiste in un video di animazione che introduce lo sceneggiato, mentre il secondo mostra il “dietro le quinte” della vita di uno dei personaggi. Lo spettacolo è, insomma, un insieme di ingredienti vari. Il risultato della loro commistione sono 40 minuti di divertimento in cui emerge una caricatura della realtà in cui ci ritroviamo a vivere, fatta di giornate dove il tempo sembra volare, il mondo ci costringe a fare ciò che non abbiamo voglia di fare, un mondo in cui nessuno è vero fino in fondo. Come tutte le caricature, però, ha un fondo di verità che fa riflettere.

(Marianna Gallo)

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