Gli attivisti di “Per una Slovacchia dignitosa” ricevuti dal primo ministro

Niente di fatto dall’incontro che si è svolto ieri all’ufficio del governo tra gli organizzatori dell’iniziativa “Per una Slovacchia dignitosa” e il primo ministro Peter Pellegrini. Non c’è stato nessun accordo, hanno detto alla stampa Juraj Seliga e Karolina Farska, due degli organizzatori dei raduni che hanno portato in piazza decine di migliaia di slovacchi negli ultimi due mesi, a seguito dell’omicidio in febbraio del giornalista Jan Kuciak e della sua ragazza Martina Kusnirova.

Nell’incontro, che era stato chiesto il mese scorso per affrontare la questione della credibilità dell’attuale esecutivo, non c’è stata alcuna convergenza di opinioni su cosa e come fare dei cambiamenti attesi da tanti slovacchi. Seliga ha detto che al premier è stato espresso apertamente il pensiero che non si è «notato da parte sua alcun cambio di passo» rispetto al passato, e «nessun piano coraggioso del governo, nessuna mossa da statista per ripristinare la fiducia delle persone nello Stato e nelle sue istituzioni». Pellegrini, ha sottolineato, ha dichiarato di aver bisogno di tempo.

Gli studenti attivisti, che si sono presentati come iniziativa civica senza connotazioni politiche, chiedono gesti chiari e soluzioni reali, di cui sono convinti che la società abbia bisogno. Secondo Karolina Farska, lo stato oggi sta mancando alla funzione di base nel garantire «vita pacifica e giustizia ai suoi cittadini», ragion per cui è necessaria «un’azione rapida e vigorosa» da parte di chi governa. Se questo non avverrà, gli organizzatori delle proteste sono pronti a pianificare altre manifestazioni.

Nel colloquio sono state citate questioni come i problemi degli agricoltori nella Slovacchia orientale, la gestione dell’Agenzia per i pagamenti agricoli (PPA) e più in generale il settore dell’agricoltura. I giovani hanno parlato al premier anche di altri temi, come la situazione nel sistema giudiziario e la nomina imminente del presidente della polizia, che entrerà in carica nel mese di giugno in via temporanea, in attesa dell’entrata in vigore del nuovo sistema di selezione oggetto di un disegno di legge oggi in Parlamento.

L’ufficio del governo ha emesso una nota nella quale conferma la divergenza di opinioni, e spiega che il primo ministro ha spiegato ai giovani «la sua visione del Paese come uno Stato amichevole verso i suoi cittadini» e li ha informati sulle iniziative del governo «per migliorare la vita delle persone in Slovacchia».

Malgrado alcuni degli esponenti di “Per una Slovacchia dignitosa” starebbero pensando di candidarsi alle elezioni municipali di questo autunno, Šeliga ha ribadito che il movimento non diventerà un partito politico: «Lo abbiamo promesso ai genitori» di Jan e Martina. Il politologo Ján Baránek rigetta l’idea di estraneità alla politica di chi dichiara di voler cambiare la politica. «Non possiamo considerare queste persone in modo apolitico. E non sto dicendo che sia un bene o un male, è solo un dato di fatto. Quando qualcuno agisce politicamente, commenta la situazione politica e ha richieste politiche, non è apolitico che gli piaccia o no», ha detto l’analista secondo Pravda.

(Red)

Foto FB/niejenamto1

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.