Pellegrini a Vienna da Kurz, chiede collaborazione a livello di UE

Si è svolta lunedì 7 maggio la prima visita ufficiale del primo ministro Peter Pellegrini in Austria, ospite a Vienna del cancelliere Sebastian Kurz. Dopo l’incontro, il premier slovacco ha detto che la Slovacchia, che prenderà la presidenza del Gruppo Visegrad il 1° luglio, vuole fare il possibile per unire le diverse opinioni degli stati membri (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia), e aiutare l’Austria con idee positive per l’Europa allo scopo di raggiungere un consenso tra i paesi europei durante il semestre di presidenza austriaca del Consiglio dell’UE, che pure prende il via a luglio.

Kurz ha affermato che Vienna lavorerà durante la sua presidenza per rafforzare la coesione, lavorando a stretto contatto con la Slovacchia, confermando l’intenzione dell’Austria di divenire un ponte tra «est e ovest dell’Europa», cosa già ribadita nell’incontro con Viktor Orban qualche mese fa. L’Austria ribadisce anche il suo «sostegno ai Balcani occidentali come obiettivo importante del semestre di presidenza austriaca», e sottolinea il suo disaccordo, nonostante alcuni elementi positivi, con la proposta della Commissione europea per il nuovo bilancio UE per il periodo 2021-2027.

Il cancelliere Kurz ha notato che nei rapporti con i paesi di Visegrad, seppure abbastanza buoni, permangono zone di frizione, come «il rifiuto di Vienna all’impiego dell’energia nucleare» ai suoi confini, per cui «l’Austria continuerà a lavorare per i più alti standard di sicurezza possibili e la massima trasparenza» con i paesi vicini. Vienna ha diversi contenziosi aperti con la Slovacchia, la Repubblica Ceca e l’Ungheria per l’eccessiva vicinanza delle centrali nucleari al confine austriaco (tra i 50 e i 230 chilometri di distanza).

Pellegrini ha ribadito la posizione della Slovacchia sulla questione migratoria, con la sua totale contrarietà alle quote obbligatorie, e ha elogiato le azioni del governo austriaco per garantire la protezione delle frontiere esterne dell’Unione. Il premier slovacco ha ricordato che ci sono altre forme di solidarietà verso i migranti, sulle quali la Slovacchia non ha obiezioni, come la cooperazione tra Bratislava e Vienna per il soggiorno temporaneo dei richiedenti asilo o l’accoglienza in Slovacchia di rifugiati dall’Iraq e il contributo slovacco al Fondo fiduciario africano sotto amministrazione italiana.

Il primo ministro slovacco ha anche detto di avere protestato con Kurz per il progetto di legge che prevede una riduzione degli assegni famigliari ai lavoratori stranieri in Austria che hanno figli nei paesi d’origine. Ad essi il provvedimento assegna un sussidio proporzionato al costo della vita nel paese di origine. Pellegrini obietta che «Se qualcuno paga in Austria lo stesso livello di contributi previdenziali e imposte [degli austriaci], dovrebbe anche ricevere gli stessi benefici sociali», e che la legge «potrebbe non essere pienamente in linea con la legislazione dell’UE». Kurz si è difesa dai sospetti di discriminazione nei confronti dei lavoratori stranieri, dicendo che «Se uno slovacco lavora in Austria e i suoi figli non vivono con lui, egli avrà la stessa quantità di assegni familiari rispetto a qualsiasi cittadino: austriaco, danese o ceco».

La legge è stata approvata la scorsa settimana dal governo austriaco, che ora deve passare il vaglio del Parlamento. Secondo le statistiche austriache, nel 2016 gli slovacchi in Austria hanno ricevuto assegni familiari per 30 mila bambini che vivono in Slovacchia per un importo di 63 milioni di euro, Nel complesso, Vienna paga assegni familiari per 132 mila bambini all’estero. Nel frattempo, ci sono circa 40 mila infermieri e badanti slovacchi che lavorano in Austria, e quattro su dieci di loro hanno dichiarato che potrebbero lasciare il paese se i sussidi per i figli vengono ridotti. Secondo l’opposizione austriaca, dice Tasr, la possibile partenza di infermieri e badanti slovacchi potrebbe aprire una crisi dagli esiti imprevedibili nel sistema sanitario nazionale e sui servizi di assistenza.

(Red)

Foto vlada.gov.sk

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