Aprile 2018 è stato il terzo più caldo mai registrato

Secondo i dati dell’European Centre for Medium Range Weather Forecasts del Copernicus Climate Change Service, «L’aprile 2018 è stato il terzo più caldo mai registrato, continuando il trend di temperature superiori alla media che si è protratto per gran parte di questo secolo».

Dati che vengono rilanciati dalla World meteorological organization (Wmo) che ricorda che «Vi sono stati anche notevoli sviluppi negli indicatori a lungo termine sui cambiamenti climatici, compresi i livelli di biossido di carbonio e la copertura di ghiaccio marino. L’aprile 2018 è stato caratterizzato da una serie di eventi meteorologici di grande impatto. Questi sono continuati all’inizio di maggio con violente tempeste che combinavano sabbia, venti forti, fulmini e pioggia che hanno ucciso più di 100 persone e ne hanno ferite circa 300 negli stati indiani dell’Uttar Pradesh e del Rajasthan».

Durante la stagione pre-monsonica queste tempeste sono comuni in Indie e Le tempeste sono comuni nella stagione pre-monsonica in India, e l’India meteorological departmentha emesso regolarmente avvisi e allarmi, ma la Wmo dice che quanto accaduto il 2 maggio è stato eccezionale. Anche le alte temperature hanno favorito la gravità della tempesta di sabbia, soprattutto con le temperature record tioccate  nelle pianure dell’India nord-occidentale: in alcune aree del Rajasthan sono stati superati i  40° C, con temperature massime da 3,1 a  5,0° C superiori alla norma.

In Pakistan è andata anche peggio: il 30 aprile due stazioni meteorologiche hanno riportato temperature di almeno 50° C, picco di un’ondata di caldo che ha colpito la popolosa provincia del Sindh. Un’ondata di caldo estremo iniziata a marzo e che ha interessato tutto il centro.sud del Pakistan, con 30 siti che hanno battuto  i record di temperatura mensili. Un’altra eccezionale ondata di caldo ha colpito il Paese asiatico metà aprile, facendo registrare il 29 e il 30 molti record di caldo in vaste aree della provincia del Sindh, secondo il  Pakistan meteorological department (Pmd), nel sito di Shaheed Benazirabad (Nawabshah) è stato registrato il nuovo record nazionale di temperatura per aprile: 50,2° C.

Anche se l’Archive of weather and climate extremes della Wmo non convalida i dati mensili, sottolinea che è la prima volta in assoluto che ha ricevuto un rapporto su una temperatura superiore ai 50° C ad aprile. Nello stesso giorno, sempre in Pakistan, sono stati registrati 50,0° C è a Jacobabad, e altre cinque stazioni hanno riportato nuovi record per aprile. Per i prossimi due mesi il Pmd prevede temperature sopra la media e ha istituito un centro di allerta precoce a Karachi, il capoluogo del Sindh e la città più popolosa del Pakistan.

La Wmo dice che «La temperatura globale per aprile 2018 era ben al di sopra della media,  Sebbene non eccezionale come i valori dell’aprile 2016 e dell’aprile 2017, era in linea con al rialzo di 0,18° C per decennio osservata nei dati della temperatura globale dal 1979 in poi». Secondo il rapporto Copernicus Climate Change,  «Il periodo di dodici mesi da maggio 2017 ad aprile 2018 è stato di 0,47° C più caldo rispetto alla media del periodo 1981-2010».

La Wmo riassume: a livello globale, aprile 2018 è stato di circa 0,5° C più caldo rispetto alla media di aprile 1981-2010; il terzo aprile più caldo mai registrato, anche se solo un po’ più caldo dell’aprile 2010; circa 0,2° C più freddo rispetto all’ aprile più caldo (2016).

Quello appena passato è stato l’aprile più caldo mai registrato in un certo numero di Paesi, tra cui l’Argentina e la Germania. Secondo il Deutscher Wetterdienst, la temperatura media tedesca di 12,4° C è stata di ben 4,0° C sopra la media 1981-2010,

Temperature molto più alte della media ad aprile sono state registrate anche in alcune parti del Messico e del sud-ovest Usa e gran parte del Nord Africa, in Cina e in Mongolia.

Invece negli Usa centrali e in gran parte del Canada aprile è stato notevolmente più freddo della media, Temperature più basse della media sono state registrate anche in altre poche aree del pianeta.

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Foto pixabay CC0

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