Altre migliaia di persone alle manifestazioni e al concerto per Ján e Martina

Anche venerdì scorso 4 maggio circa 30.000 si sono riunite in Slovacchia, 25.000 persone su piazza SNP a Bratislava per la manifestazione “Per una Slovacchia dignitosa”, allo scopo di onorare, alla vigilia della data pianificata del loro matrimonio, la memoria del giornalista Ján Kuciak e della sua fidanzata Martina Kušnírová, archeologa, entrambi 27 anni, assassinati in casa il 21 febbraio. Prima della manifestazione nella capitale, i partecipanti hanno marciato dalla piramide rovesciata della Radio Slovacca, sulla strada Mýtna, verso il centro storico, per esprimere solidarietà ai giornalisti dell’emittente RTVS, critici della situazione occupazionale nel servizio pubblico radiotelevisivo.

«Chiediamo un cambiamento permanente nel paese», hanno detto ancora una volta gli organizzatori. «Ci rendiamo conto che questo non accadrà in un giorno, ed è per questo che faremo del nostro meglio per rendere la Slovacchia un paese migliore, più giusto e più decente, sia che si vada a elezioni anticipate sia che si debbano attendere le prossime elezioni regolari (previste nel 2020). Affronteremo temi sia nazionali che regionali, poiché siamo un’iniziativa di persone provenienti da tutta la Slovacchia». La politica dovrebbe essere un servizio per la gente, e non solo per coloro che hanno collegamenti con il governo al potere, hanno detto gli organizzatori, che si rifiutano di spazzare sotto il tappeto i casi di corruzione che hanno screditato il governo.

Banská Bystrica

Posted by Za slušné Slovensko on 5. máj 2018

La gente in piazza ha ripetutamente gridato slogan chiedendo elezioni e criticando il partito dominante Smer-SD. Alla manifestazione, organizzata dall’iniziativa di studenti Za slušné Slovensko insieme all’altra organizzazione di studenti Nie je nám to jedno (A noi interessa), si sono uniti gli agricoltori che sono scesi in strada con i loro mezzi agricoli in diverse città della Slovacchia.

Bardejov

Posted by Za slušné Slovensko on 5. máj 2018

Queste manifestazioni, che nel mese di marzo hanno raggiunto una partecipazione e popolarità mai vista in Slovacchia dai tempi della Rivoluzione di velluto nel 1989, sono nate sull’onda dell’indignazione per la situazione del paese dopo il duplice omicidio di Kuciak e Kusnirova. Allora, la credibilità del governo, della polizia e delle altre istituzioni che devono combattere la corruzione e il malaffare nel paese era arrivata al minimo storico. Anche grazie a queste proteste, che si sono rinnovate da allora quasi ogni venerdì, si sono dimessi il ministro degli Interni Robert Kalinak e il primo ministro Robert Fico, entrambi del partito socialdemocratico Smer, al potere dal 2006 con una pausa di soli due anni (2010-2012), e si è arrivati a un rimpasto dell’esecutivo con la nomina del nuovo premier Peter Pellegrini. Dopo l’abbandono del nuovo ministro degli Interni, Tomas Drucker, appena tre settimane dopo la sua nomina, il primo ministro ha poi messo alla porta il capo della polizia Tibor Gaspar, una delle persone di cui i manifestanti chiedevano la testa, mentre un altro dei funzionari chiacchierati, il capo dell’anticorruzione dell’Agenzia anticrimine NAKA Robert Krajmer, ha deciso da solo di dimettersi a seguito degli attacchi di stampa.

Nel pomeriggio di sabato 5 maggio la cerimonia religiosa per Jan e Martina nel villaggio di Gregorovce (regione di Presov), dove una messa di commemorazione ha sostituito tristemente le nozze dei due giovani già programmate per quella data. Davanti all’altare della chiesa locale, dove Martina era stata battezzata, due sedie bianche vuote per i mancati sposi. Le loro famiglie sedute in prima fila, vestite di nero. Quello che era iniziamente previsto essere un atto privato si è trasformato in una manifestazione pubblica di ribellione per tutto quello che non va nel paese. La Slovacchia è oggi un altro paese rispetto a solo tre mesi fa, una cosa che alcuni politici ancora faticano a comprendere.

Posted by Koscik.photos on 6. máj 2018

Nel corso della messa, il sacerdote officiante ha pronunciato un intervento toccante: «La mamma di Martina mi ha chiesto che cosa mi doveva per la funzione, io chiedo cosa noi dobbiamo loro. Questi giovani sono stati cresciuti con per l’amore e la verità. Ciò che è stato messo in moto, nessuno lo ferma, specialmente le persone che vogliono vivere in un paese dignitoso. Grazie, Signore, per questo sacrificio. Cerchiamo di non sperperarlo». Dopo la funzione, un grande concerto nel vicino campo sportivo, dove numerosi musicisti slovacchi e cechi sono venuti a dare il loro contributo per ricordare la memoria e il sacrificio di Jan e Martina, senza che alcuna intonazione politica venisse a inficiare il valore commemorativo dell’evento.

Posted by Koscik.photos on 6. máj 2018

(La Redazione)

 


Foto FB/niejenamto1

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