Praga, la disoccupazione più bassa in UE e nessuna paura dei robot

La Repubblica Ceca ha il tasso di disoccupazione più basso d’Europa: il 2,4%. Significa non solo che chiunque voglia può trovare facilmente un lavoro, ma anche che le imprese hanno difficoltà a trovare impiegati. Il problema è diventato cronico tanto che, secondo l’associazione degli industriali del paese, un terzo delle imprese locali ha dovuto rifiutare parte degli ordinativi ricevuti. Questa particolare situazione ha fatto diventare la Repubblica Ceca uno dei paesi più all’avanguardia nella robotizzazione, dove la sostituzione della manodopera umana con le macchine è vista come una salvezza più che un pericolo incombente.

Il New York Times ha dedicato alla robotizzazione dell’economia ceca un lungo reportage, realizzato nelle scorse settimane, nel corso delle quali la giornalista Liz Alderman ha visitato fabbriche e fiere robotiche in tutto il paese, osservando da vicino come la scarsità di manodopera abbia spesso condannato al fallimento chi non aveva investito per tempo nelle nuove tecnologie di automatizzazione. Tra chi ha fatto questa scelta per tempo c’è Zbynek Frolik, un imprenditore che con la sua azienda da 900 dipendenti produce letti di ospedale ad alta tecnologia.

Frolik ha raccontato ad Alderman che nonostante gli annunci di lavoro, gli aumenti di paga e i tentativi di “rubare” i lavoratori ai propri concorrenti, la situazione nella Repubblica Ceca rimane difficile. «Non riusciamo a trovare abbastanza persone da far lavorare», ha raccontato alla giornalista. Ma l’imprenditore è anche un vero appassionato di robot e dalle sue parole sembra di capire che il suo entusiasmo non sia solo dovuto alla scarsità di manodopera. «Cerchiamo di rimpiazzare gli esseri umani ovunque possiamo», ha spiegato alla giornalista: «Semplicemente, [i robot] sono molto più affidabili».

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Foto matador-group.eu

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