Quattro slovacchi su dieci voterebbero Kiska se si ricandida

Il 43% degli slovacchi sarebbe pronto a votare il prossimo anno a favore di un secondo mandato di Andrej Kiska alla carica di capo dello Stato. Un sondaggio dell’agenzia Focus per il quotidiano Dennik N mostra che una percentuale simile di intervistati non lo vuole come presidente. Se Kiska decidesse di candidarsi, avrebbe dunque grosse possibilità di vincere e di rimanere in carica fino al 2024, anche considerando che dalla sua precedente elezione nel 2014 è sempre stato il politico più popolare e ritenuto più affidabile in Slovacchia.

Kiska, tuttavia, per ora mantiene il riserbo sulla questione, e secondo i media non correrà di nuovo per la poltrona della prima carica dello Stato. Prima di presentare un proprio candidato, la coalizione tripartita di maggioranza sta aspettando di vedere se Kiska vuole partecipare alla gara. Lo stesso fanno i partiti di opposizione, che se il presidente si ricandidasse sarebbero in buona parte pronti a sostenerlo. Tra gli elettori che non voterebbero mai per Kiska ci sono i sostenitori di Smer-SD e SNS.

Ma se proprio Kiska decide di abbandonare, quali sarebbero i più votati dagli elettori? Il sondaggio indica che al primo turno il candidato con le migliori possibilità sarebbe l’ex primo ministro Iveta Radicova, oggi dedicatasi anima e corpo alla vita accademica, con il 13,9% di sostegno. Dietro di lei, verrebbe l’attuale capo del parlamento slovacco e leader del Partito nazionale slovacco (SNS) Andrej Danko, che non ha mai parlato di una sua potenziale candidatura, scelto dal 12,1% dei rispondenti. Un’altra personalità che piace alla gente, e che ha ottenuto un 7,8% di preferenze, è la deputata Veronika Remišová, indipendente eletta nelle file di OLaNO, vice presidente della commissione parlamentare per l’Istruzione, ricerca, gioventù e sport, seguita dal leader di Most-Hid e vice presidente del Parlamento Bela Bugar, al 5,3%. Subito dietro vengono il capo del Partito popolare Nostra Slovacchia di estrema destra, Marian Kotleba (5,3%) e l’ex presidente della Corte Suprema Stefan Harabin (4,8%). Intanto, uno dei candidati potenzialmente più forti del partito socialdemocratico Smer-SD, il vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič, ha ottenuto nel sondaggio appena il 2,8%, e l’analista politico Eduard Chmelar, volto noto per le sue apparizioni come commentatore in televisione e uno dei pochi che già hanno annunciato la propria candidatura, al momento si ferma all’1,4%.

Le elezioni presidenziali, a scrutinio universale, si terranno nella primavera del 2019 e chi sarà eletto entrerà in carica dal 15 giugno 2019 per un mandato di cinque anni. Kiska vinse nel 2014 al ballottaggio contro Robert Fico, leader di Smer-SD, con il 60% dei voti, una sconfitta che ha bruciato a lungo per Fico, che ha sempre avuto un rapporto pessimo con il presidente. Fino ad oggi sono stati quattro i presidenti della Slovacchia indipendente: Michal Kováč, eletto nel 1993 dal Parlamento, Rudolf Schuster che nel 1999 è stato il primo a sperimentare il voto popolare, Ivan Gašparovič che è stato l’unico a fare due mandati vincendo nel 2004 e 2009, e infine Kiska nel 2014. La Costituzione prevede per i presidenti un massimo di due mandati consecutivi.

(Red)


Foto prezident.sk

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